5 buoni motivi per scegliere la mtb anche per muoversi in città

Eh sì, esistono almeno 5 buoni motivi per scegliere la mtb anche per muoversi in città. Ragioni che c’entrano poco o nulla con le ormai abituali misure di contenimento della pandemia che assegnano un colore a ciascuna regione italiana. Comunque, di seguito vi illustro il mio punto di vista sul perché è possibile, se non ottimale, utilizzare una mountain bike, anche elettrica, su strade urbane.

Premessa: quando ho aperto blog e Gruppo Facebook ero animato, lo sono tuttora nonostante mille vicissitudini, dalla volontà di far convivere in essi più anime. Ovvero: il ciclista urbano muscolare, quello a pedalata assistita, il ‘montanaro’, il ciclista della domenica e il monopattista. Perlomeno queste le anime che volevo provare a metter insieme, a grandi linee. Tuttavia mi è capitato spesso di dover moderare, se non addirittura rispondere, a chi apparteneva a una sola categoria di queste e non vedeva di buon auspicio l’esistenza delle altre. Aggiungo, anzi ricordo, che io giro tanto in ebike quanto in monopattino e sono straordinariamente favorevole all’utilizzo di ogni mezzo di mobilità dolce, purché si rispetti il codice della strada e venga condotto con buon senso. Per l’ultimo miglio, ad esempio, quanto mai può essere comodo perfino un monoruota da inforcare al volo sfilandolo dal nostro zaino in spalla una volta scesi da autobus e metropolitana?

Premesso questo e venendo al tema del post, le mtb elettriche sono le mie preferite perché fanno della versatilità e della potenza, intesa come aiuto aggiuntivo…pulito, nonché della maneggevolezza i loro punti di forza. Con una mtb a pedalata assistita puoi andare in città perché:

  1. Una basta e avanza. Con un solo mezzo puoi affrontare salite e discese senza scomporti più di tanto. Chi scrive proviene da una pieghevole, anzi dalla regina delle pieghevoli, la Brompton. Una madame che non ha bisogno di alcun ulteriore elogio. Appena 12 chili e mezzo di peso e una stabilità inimagginabile perfino su alcuni tratti di strada sconnessi. Eppure, pochi mesi fa ho pedalato con la mia hardtail su una strada percorsa in precedenza con la pieghevole e vi garantisco che è stata davvero tutta un’altra cosa. Ma la piccola fin troppo si era spinta in là, da non crederci.
  2. Nonostante la stazza differente (rispetto alla pieghevole) la maneggevolezza risulta intatta. Non è come passare da una Smart al Suv in città, per intenderci. Si sterza lo stesso bene ed anzi, vi dirò, il movimento al manubrio risulta anche più fluido, più naturale. E ti senti anche più sicuro perché il cervello ha un controllo in meno da effettuare, o meglio… lo passa in modalità ‘routine’.. così in quel millisecondo in cui manovrate, magari mentre con un braccio indicate la direzione a chi vi sta dietro (siete bravi, lo sento!) potete evitarvi la classica goccia di sudore freddo che in genere corre lungo la schiena. Soprattutto se c’è traffico di auto come non mai. A me è successo diverse volte.
  3. Una mtb vi consente di uscire anche con temperature apparentemente proibitive. I copertoni hanno una tacchettatura invidiabile (ho visto persone montarne di simili a quelli dei cingolati Tank usati dalla volpe del deserto Erwin Romell, ndb) e garantiscono maggior trazione, maggior grip in condizioni di umido, bagnato oppure in caso di passaggio repentino da strada a pista ciclabile.
  4. Mia personale esperienza, con le borse laterali montate sui parafanghi la mtb si trasforma in una city-bike dalle dimensioni rispettabili. Tuttavia è materia opinabile perché ormai, nel 2021, le case di produzione di accessori hanno compiuto passi da gigante e non credo esista più una pieghevole o una taglia piccola a cui non si possano agganciare borse meravigliose per stile e capienza. Senz’altro anche waterproof. A proposito, sulla Brompton ne avevo una spettacolare: e chi se la dimentica?
  5. La selezione all’ingresso. Sul display di una emtb ormai potete selezionare ogni modalità e configurazione in corso d’opera: emtb, tour, eco e turbo Sono queste le principali condizioni, le preferenze che esprimiamo a seconda del tratto di strada che stiamo percorrendo. Tutto bello e ricco di comfort, ma attenzione: la mountain bike e l’arte di saper cambiare marcia possono mettervi a dura prova. Il cambio e più in generale la trasmissione ormai sono strumenti di precisione già in condizioni normali. Figurarsi a combinare, per giunta in corsa, le diverse configurazioni. Fatelo, ma con delicatezza, please!

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