Bici e lavoro, la lezione dell’Emilia

Ma che bello leggere che in Emilia Romagna bici e lavoro vanno sempre più a braccetto. L’iniziativa si chiama Bike to work, si rivolge ai 33 Comuni che hanno aderito al Piano Aria Integrato regionale e prevede incentivi per i lavoratori che decideranno di andare in ufficio così: in mobilità dolce.

Ferrara e Modena, tra i Comuni naturalmente inclusi nella lista, spingono sui pedali. ‘E grazie’, direbbe quello che sa sempre tutto, che dietro alla tastiera ruggisce come manco il leone della Metro Goldwin Meyer un attimo prima che inizi il film. Ferrara nasce in bici, è piana e ormai la cultura del pedale si è diffusa a tal punto che se non sali in sella sei un cretino e basta. Modena, poi, figurarsi. Leggete qua sotto.

Grazie a questo progetto, chiunque si muova per andare al lavoro riceverà 15 centesimi in buoni mobilità per ogni chilometro percorso. Il tutto, in barba alle recenti polemiche tra gli uni e gli altri, sia che ci si vada con una bicicletta a pedalata assistita sia in monopattino. Altro che guerra, come mi è accaduto non poche volte di constatare perfino sul gruppo Facebook di questo blog. In Emilia si inneggia alla mobilità dolce e poco importa davvero,allora, che l’obiettivo venga centrato utilizzando l’una oppure l’altra soluzione. Entrambi i mezzi, in media, molto spesso vengono guidati da liberi professionisti, studenti, mamme e papà. Insomma: dalla gente normale e non da ciclisti e monopattisti. Questa dicotomia lasciamola ai leoni da tastiera. E per fortuna ‘ste menate le devono aver evitate anche quando hanno buttato giù i progetti, perché sennò, ad esempio, il bike to work si sarebbe rivolto solo ai ciclisti. Invece no: è rivolto ad entrambe le categorie e facciamocene tutti una ragione.

L’importante, ed è questo che traspare tra le linee guida, è che man mano si riduca sempre più l’utilizzo del mezzo privato motorizzato, così da puntare a salvare sia gli spazi sia l’ambente grazie al contenimento di emissioni di CO2. In tutto il progetto coinvolgerà circa un migliaio di persone nell’arco di due anni. Il progetto, avviato grazie alla collaborazione tra l’Arpae (Agenzia regionale per la prevenzione ambiente ed energia) e Wecity, la piattaforma per la mobilità sostenibile, si rivolge anche a chi vive altrove ma viene a lavorare a Modena.

Non male come incentivi per bici e monopattini targati 2020.

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