Brecciolino

Bonus bici? No, si chiama credito d’imposta e vi accedi solo se rottami l’auto!

La lingua italiana è meravigliosa e apre «tutte le porte (cit.)», perfino quelle degli autosaloni! Sul web gira da tempo la notizia di un nuovo bonus bici, a cui accedere compilando una semplice domanda entro il 13 maggio prossimo. In realtà di vero c’è solo la scadenza, perché il resto non è altro che un credito d’imposta, uno sgravio, a cui poter accedere soltanto se avrete anzitutto rottamato la vostra auto tra l’agosto e il dicembre del 2020!!! Altro che bonus bici!

Funziona così (regole e link al modello da compilare)

Chiamatelo come volete, ma state attenti: si tratta di “Credito d’imposta per le spese sostenute per l’acquisto di mezzi e servizi per la mobilità sostenibile“, un’opportunità rivolta solo a chi ha rottamato un’auto e l’ha sostituita con una nuova e, minimo, euro 6. Solo a questa ristretta cerchia di eletti lo Stato riconoscerà uno sgravio massimo di 750 euro, sempre ammesso che oltre ad aver aggiornato il proprio parco auto, gli eletti stessi abbiano ‘compensato’ il tutto sottoscrivendo un abbonamento ai mezzi di trasporto pubblico o abbia acquistato un monopattino elettrico oppure un’ebike. Insomma: se non avete a disposizione un hangar o un paddock tipo Formula Uno lasciate stare!

Per chi volesse proseguire e ritenesse di possedere i prerequisiti richiesti, andrà comunicato all’Agenzia delle Entrate, dal 13 aprile al 13 maggio 2022, l’ammontare delle spese sostenute e il credito d’imposta richiesto inviando l’apposito modello che vi riporto qui.

Considerazioni finali: giusto una pennellata di green!

A mio modesto avviso, se leggo il provvedimento con le lenti (in verità assai spesse) dell’autocentrico, ovvero di colui che non molla le quattro ruote neppure per andare a prendersi il caffè al bar dietro l’angolo, viene offerta l’opzione di sperimentare mezzi di trasporto nuovi (per lui!), misurandosi con concetti tipo ‘commuting‘ (cocktail mix di mezzi pubblici e privati) e ‘ultimo miglio‘, ormai in voga da anni perfino in diverse regioni d’Italia, figurarsi lontano da qui!

Da ciclomobilista, invece, accuso un rigurgito intestinale (lasciatemi essere diplomatico): ancora una volta l’uccellino si è mostrato più saggio (furbo?) di altri, scegliendosi con cura il ramo su cui nidificare. Lo Stato alleggerisce la contribuzione fiscale (bene!) di chi continua a comprare nuove auto per girarci in città (male!), aggiungendoci giusto una pennellata di green per confezionare un pacchetto di mobilità da regalare a pochi. No, non è questo lo Stato (di cose) che vorrei!

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