Esplodono emozioni lungo il cammino di Santa Barbara

Sì, vabbè.. però prima della diretta almeno una cuffia auricolare da dividervi in cinque la potevate pure rimediare, no?”. “Macché…guarda.. le cuffie non le portiamo perché se no diventano un peso in più durante il viaggio“.

Laura, Cinzia, Loredana, Susi e Carla: eccole qua le cinque bikers che in modo impertinente sfidano le leggi ineludibili di una qualsiasi diretta streaming, ma, soprattutto, con la stessa baldanza calcano il sentiero millenario del Cammino di Santa Barbara nel Sulcis. Siamo in Sardegna, ovvio, e lungo questo percorso nel quale Matteo Mascìa ha ricavato una tracciato più o meno interamente ciclabile si possono costeggiare pozzi, galleria, villaggi e binari fantasma.

Facciamo questo viaggio per riprenderci il nostro territorio, per apprezzare il lavoro e la vita che hanno condotto i nostri nonni“, spiegano nel corso di una delle poche soste che si concedono nell’arco della loro avventura, che dura 500 kilometri in tutto. Le bici, manco a provare a pensare il contrario, sono muscolari, mica a pedalata assistita.

E io, intanto che loro raccontano in coro come procede, non smetto di chiedermi come cavolo faccia questa gente a metter su progetti del genere. Trovare la forza, la lucidità, per avventurarsi lungo percorsi così impegnativi è davvero un’impresa. Eppure loro il tempo lo hanno trovato volentieri. In precedenza hanno pure accumulato altre esperienze del genere, quindi sono amiche di viaggio da tempo e nel tempo, viste le pagine pionieristiche scritte da queste parti.

Le ragazze proseguono il loro cammino. Nel frattempo l’omonima Fondazione sta spingendo il Cammino perché la Sardegna, così come molte altre Regioni italiane, ha necessità di recuperare i valori della propria terra. Di tornare un po’ al passato.

Qui arrivano pellegrini da ogni parte d’Italia, che vogliono godere di un percorso di fede e viaggiare nella memoria, che hanno intenzione di riscoprire le meraviglie nascoste dalla polvere del progresso. ‘Qui è tutto fermo nel vento, nel tempo‘. Rubo la citazione che Vincenzo Cardarelli, uno dei miei poeti preferiti, volle regalare alla mia amata Tarquinia, storico avamposto etrusco arroccato sulle colline che guardano il ‘Mar Tirreno viterbese’, anch’esso meta di diversi trail. Ecco, osservo, la forza di volontà del nostro Paese sta proprio tutta qui: nel rimanere fermi nonostante il trascorrere del tempo, evitando di piegarsi al vento di false novità, di illusioni che durano giusto lo spazio di un secondo.

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