Freddo e bici, l’inverno porta nuove piste ciclabili

Il colmo per le piste ciclabili? Andare in controsenso (!). Battuta a parte, se freddo e bici risulta spesso difficile abbinarli, ecco che arrivano nuove bike lane per mandare in mobilità dolce la gente comune in inverno.

Prendiamo una cittadina piccola piccola come Roma, per esempio. Da questa mattina, venerdì 8 gennaio 2021, sono partiti i lavori per la realizzazione di un tratto urbano ciclabile transitorio che va Via Battistini fino alla Pineta Sacchetti. Si chiama ‘Ciclabile Fl3 Gemelli – Metro A Battistini’ e, per i non romani ma anche per molti cittadini che risiedono in questo quadrante della città così densamente abitato , si tratta di una strada ad ampio scorrimento che collega un pezzo della periferia a nord della capitale. Dal quartiere Boccea (che poi più che quartiere è un insieme da diverse mini centralità, ndb) fino alla parte alta dell’Aurelio. ‘Un botto de robba’, così si potrebbe glissare se si utilizzasse il vocabolario romano di cui molti di noi vanno fieri. Già perché la struttura, realizzata con i fondi Mattm (Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, ndb), pronette davvero di ‘stappare’ il collo di bottiglia che si crea ogni giorno della settimana (sabato e domenica inclusi) per tutti quelli che da quelle parti puntano dritti in centro e viceversa.

Il progetto nel dettaglio

Come si intuisce dalla foto pubblicate sul sito di Roma Mobilità, questa ciclabile si aggancia nei pressi del parcheggio della Stazione ferroviaria regionale “Gemelli” (fondamentale punto di riferimento per famiglie e utenti dell’omonimo ospedale, ndb) alla pista ciclopedonale di Monte Ciocci – Monte Mario, proseguendo su via della Pineta Sacchetti in direzione del “Forte Braschi” fino all’intersezione con via San Cleto Papa (750 m. circa). Percorsa via San Cleto Papa il percorso si immette in via Mattia Battistini (2.200 m circa) fino ad arrivare all’intersezione con via dei Monti di Primavalle e via Ennio Bonifazi nei pressi della Stazione della Metro A Battistini.

Gli elementi retroriflettenti. Ad integrazione della segnaletica orizzontale, laddove non sia presente nessun tipo di cordolo, per meglio evidenziare la pista ciclabile vengono inseriti elementi retroriflettenti per pavimentazione stradale tipo “occhi di gatto” retroriflettenti posizionati 1 ogni 2,5 metri per pista ciclabile in sede riservata su strada non protetta dalla sosta e 1 ogni 5 metri per pista ciclabile in sede propria separata dalla carreggiata attraverso una fascia di sosta.

Fermate dei bus messe in sicurezza e marciapiede più larghi. L’intero asse stradale di un tratto a così ampio scorrimento come via Mattia Battistini sarà ridisegnato ex novo. Previsto l’inserimento dei moli di fermata e di elementi salvagente a protezione degli attraversamenti pedonali non semaforizzati, con parapedonali a fiammifero messi a tutela dello spazio pedonale di attraversamento. La messa in sicurezza delle fermate ha reso necessario l’allargamento di marciapiedi e realizzazione di moli di fermata in corrispondenza degli attraversamenti semaforizzati con relativo spostamento e messa a norma degli impianti semaforici interessati.
È stata realizzata inoltre un’isola spartitraffico in corrispondenza dell’incrocio con via Suor Celestina Donati a protezione dell’attraversamento ciclabile e per separazione dei flussi di traffico.

Scenari futuri

Ora, però, quali potranno essere gli scenari futuri per la mobilità una volta completato questo tratto? Molti e non è propaganda becera. Se posso parlare in prima persona, da queste parti ci ho vissuto, studiato e a volte perfino lavorato.ì Per 40 anni in questi due quartieri ci sono andato a scuola, a giocare giocare a calcio e calcetto e, comunque, ci sono passato spesso. Ci passo molto anche in questo periodo di lockdown. Insomma: la conosco abbastanza bene e sono convinto che una bl del genere porterà solo benefici. E’ vero, da come si procede non mi pare che, in direzione centro, la bl interessi il tratto finale di Via della Pineta Sacchetti (zona Auditorium Albergotti in ricostruzione, ndb), tuttavia svolta per via San Cleto Papa. Una strada che collega ben due quartieri così popolati come l’Aurelio nord e Boccea. Oh, ragazzi, l’Aurelio conta 42 mila abitanti mentre la piccola ‘Boccea’ 8mila: non sarà l’uovo di Colombo (nel 2021 ancora cerchiamo una soluzione definitiva ad ogni nostro problema?) ma manco ‘una cagata pazzesca’ (cit.) visto che unisce 50mila potenziali abitanti. Inoltre, collegare due punti di contatto del genere significa dare una bella ricucita alle maglie di una rete di mobilità ancora sdrucita in molte sue parti. Provate solo a pensare cosa significhi unire la stazione Ferroviaria Gemelli (che serve l’intera linea di Roma nord più i seguenti ospedali: San Filippo Neri, appunto Gemelli e Santo Spirito alla fermata San Pietro, che si trova ad appena 4 fermate di distanza) con la metro A al capolinea Battistini, oltre alla storica fermata Valle Aurelia. Immaginate soltanto cosa potrebbe fare un servizio di bike o mono sharing decente tra le due stazioni e non solo nei periodi caldi, ma anche a basse temperature. Uno esce dalla stazione della metropolitana e anziché coprirsi ben bene alla fermata dell’autobus, opta per una sana pedalata assistita, in sicurezza e per pochi chilometri così da risalire, o ridiscendere, fino ad arrivare a destinazione. Una goduria! Pensate, pensatela, pensiamola, questa pista ciclabile, una volta ultimata: come si potrebbe continuare a prendere l’auto per la mobilità di tutti i giorni ed insistere ad essere autopiattisti, dunque a negare che esista un’altra, possibile, afferrabile, mobilità?

Il costo di questi lavori è di  € 575.373,21, IVA esclusa.

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