Fatti e Mestieri

Genova, andare in bicicletta fa bene. Cronaca di una giornata alla scoperta dell’uovo di (Piazza) Colombo!

Andare in bicicletta fa bene, lo sanno anche qui a Genova ed è un bel vedere. Tutto grazie a una sinergia tra associazionismo e politica, che da queste parti porta (non senza fatica) a un dialogo complesso fatto di buona volontà e ascolto. Ce ne siamo resi conto seguendo ill ‘Park(ing) DayGenova alle persone‘, in Piazza Cristoforo Colombo, evento annuale per «convertire ‘temporaneamente’ aree occupate da parcheggi in spazi pubblici di socialità». Un appuntamento a margine della Settimana Europea della Settimana Sostenibile, fissato in agenda per metà settembre e grazie al quale milioni di cittadini europei festeggiano l’importanza, appunto, della mobilità sostenibile.

Per l’occasione il piccolo blog giornalistico Vitadueruote.it si è trasferito nella città di Cristoforo Colombo, per giunta proprio all’interno dell’omonima piazza, così da osservare più da vicino il cambiamento in atto all’interno di una tra le città più complicate da un punto di vista del trasporto di massa. La domanda che ci siamo posti è semplice: a Genova la mobilità sostenibile lenta emerge o no?

 

Non è facile rispondere al quesito. Di certo c’è davvero tanta buona volontà e a occhio direi che spesso basta questa (e soltanto questa)  a far scattare perlomeno la scintilla iniziale. Laboratori, tour anche in bici tradizionali e cargo, informazioni a chi ‘vorrebbe ma non può’: per organizzare tutto questo serve l’impegno di decine di persone, che dal canto loro rinuncino a trascorrere la classica domenica in famiglia, o che comunque rinuncino a stare con i propri cari.

Ebbene…eccovele.. sono qui in Piazza Colombo. Ad esempio c’è la Free Sport ASD, che con i suoi ragazzi insegna ai più piccoli come si va in bici, come si sale su una rampa lunga 8 metri.  Poi c’è Ica Arkel, la cargo – mamma che ogni mattina porta i figli a scuola a bordo di bici e cassone. E’ lei la capitana coraggiosa dell’associazione t-Riciclo Bimbi a Basso Impatto, che a Genova fa sempre più rima con Bike to School. Già: portare (e riprendere) i figli a scuola nel nord Europa è la regola, mentre in Italia è visto ancora come lo spauracchio autocentrico per via delle #stradescolastiche sempre più richieste da genitori e utenti. Strade che sottrarrebbero (?) spazi vitali (?) a chi è costretto (?) a sbrigare tutto sulle quattro ruote.

Creare un appuntamento come questo richiede opera collettiva d’ingegno. Oltre alle associazioni, a Ica, c’è un tornado di nome Alessandra Repetto, professionista seria e instancabile, che dedica anima e corpo (in tutti i sensi) alla causa ciclomobilistica. E’ lei l’influencer del gruppo #Genovaciclabile che fa davvero il porta a porta vecchia maniera e tira giù dalle brande la gente comune: quella che, appunto, ‘vorrebbe ma non può’. E’ lei che sa come dare scacco matto in poche mosse a questa situazione. Minacciata più volte (come del resto Ica Arkel) tira dritto per la sua..bike lane e se riesce a convincerti ti abbraccia con un sorriso grande così!

Il bello di Alessandra è la sua spontaneità. Anche quando sfiora l’incidente diplomatico, oltreché fisico, con l’assessore alla Mobilità Matteo Campora, uomo di relazioni e mediazione costanti con le associazioni di settore. Alessandra, a bordo di una cargo bike –  nemmeno una bici di dimensioni piccole – fa appena in tempo a evitarlo, sterzando. E’ l’occasione per chiedere un giudizio complessivo di #genovaciclabile su quanto sta facendo il Comune, come ad esempio nel caso della Valpolcevera. A proposito di iniziative: l’Ente Locale prevede a breve una campagna di comunicazione (e in caso anche sanzioni) per far rispettare lo spazio riservato alle bike lane, sempre più preda di auto parcheggiate in doppia e tripla fila.

 

 

Poi c’è la Fiab (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta) che dedica l’intero mese di settembre alla bici, con iniziative su tutto il territorio nazionale pensate per diffondere e incentivare stili di vita sani e rispettosi dei territori, in grado di coinvolgere un numero sempre maggiore di persone, enti e aziende. Anche qui a Genova ha preso parte all’evento con il suo gazebo, dal quale il suo presidente Romolo Solari ha chiesto a gran voce la pedonalizzazione di Piazza Colombo.

Il mondo delle due ruote responsabilizza e richiama alla buona pratica del riciclo e della condivisione: anche in cargo-sharing. Ascoltate le esperienze raccolte sul campo di chi trasforma le parti meccaniche logore in portachiavi o chi diffonde la cargo-bike portando il suo know how da Colonia.

Andare in bicicletta, oltretutto, è un gesto che non ha età, barriere linguistiche né – dovrebbe – architettoniche. Magari non lo teniamo ben presente, ma quando pedaliamo usiamo il mezzo di trasporto sociale per eccellenza. E quale migliore occasione per farci spiegare dal caro Lorenzo, in pochi secondi l’importanza di condurre una vita a ruote lente? Grazie a progetti come Genova Solving for all e GenovAbility si possono condurre vite dignitose provando a recuperare una fetta di quotidianità altrimenti divorata da pregiudizi esterni.

Il pomeriggio di Genova Park(ing) day, poi, è stato impreziosito da due eventi molto attesi: Bimbimbici e dalla Fancy Bike Women Ride. Il primo ha chiamato ai nastri di partenza proprio loro, i rappresentanti del nostro futuro, delle nostre speranze. E che non imparino mai le cattive abitudini di noi adulti, soprattutto nel muoversi. Ma guardateli salire e poi ridiscendere da Piazza Colombo a Piazza Dé Ferrari, capitanati dal presidente di Fiab Genova, Romolo Solari: non sono superlativi? Più che i bambini sono gli adulti sul marciapiede a fare ‘Ohh!’.

 

 

Il secondo evento, invece, la Fancy Bike Women, anche qui a Genova non è passato inosservato. Il movimento, unico nel suo genere e guidato da donne indipendenti, celebra la gioia di andare in bicicletta oltre alla necessità di rivendicare lo spazio pubblico in rosa. Giunta alla sua decima edizione, la ‘Fancy’ si è svolta in contemporanea in oltre 200 città del mondo, tra cui Vancouver, New York, Londra, Parigi, Berlino, Istanbul, Torino e, appunto, Genova.

Potevamo farci mai mancare un giro tra le Fancy? Certo che no!

 

In conclusione. Sono venuto qui a Genova e ci ho portato pure mia moglie e mia figlia per capire da vicino, anzi vicinissimo, se il mondo delle le due ruote lente emergesse o no: proprio come il sommergibile in rada al porto non appena abbiamo messo piede in direzione Acquario. Ebbene, trovo che questa città, dove alcune persone pare che mi vogliano bene e devo ancora capire perché, somigli sempre più a un laboratorio di chimica. Anzi, a una gigantesca tavola periodica di Mendeleev, in cui ciascun elemento è dotato di una caratteristica unica, irripetibile, ma ha comunque bisogno dell’aiuto dell’altro per produrre la reazione finale desiderata.

 

 

 

 

 

 

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