Mercato in Piemonte, spesa a casa in cargo bike

Il Mercato in Piemonte arriva in casa grazie al Mercato Itinerante, a cura di Eman Saffo e Andrea Scalogna che ormai da tempo portano la spesa a casa della gente comune in cargo bike. Succede al tempo del Covid, succede nel 2021, succede che alla fine ti reinventi un lavoro. E succede pure che ti va bene, quando agli altri, a molti altri, va purtroppo decisamente male.

Anche se ci troviamo nella ridente Torino, nel corso degli ultimi anni non sono stati certo pochi a tirare giù la serranda all’interno dei mercati: d’altronde la grande distribuzione incalza e non si guarda in faccia a nessuno. Grazie al Mercato Itinerante, invece, i ragazzi vogliono provare a riequilibrare l’ago della bilancia: sì, proprio quella con cui pesano ogni giorno la frutta e la verdura. Sono loro a offrire una mano (e una cargo) a chi si trova in difficoltà. Portare il mercato a casa di tutte le persone non è impresa facile, ma loro ci provano tutti i giorni.

Mercato itinerante e cargo bike, come funziona

L’idea è nata pochi anni fa, grazie al supporto di Mip Torino che ha messo a disposizione gratuitamente alcuni tutor per seguire diverse startup. Sì, una startup come quella di Eman e Andrea, che alla fine l’idea ce l’hanno avuta pur senza essere geni. Come hanno fatto? «Andavamo a fare spesa ogni sabato, in mezzo al caos e con il mercato che a breve chiudeva e allora ci siamo chiesti se non si poteva provare a realizzare qualcosa di diverso», racconta Eman a Vita a due Ruote. Non si tratta solo del classico incontro tra domanda e offerta, ma di cercare di colmare una lacuna tipica delle grandi città. Come portare il fresco più fresco che c’è e nel minor tempo possibile al cliente bloccato in casa e, soprattutto, non rifilargli nello scontrino un ricarico grosso così? Per calmierare i prezzi e giocare in trasparenza, allora, è stata messa a punto una piattaforma on line con dentro il tipo di attività da cui si vuol comprare (per esempio fruttivendolo), il genere alimentare da acquistare (aglio e cc) e addirittura il nome di chi vende (Patrizia). In questo modo si cerca di mantenere comunque una specie di filo rosso che, nonostante la pandemia, nonostante il distanziamento sociale, ancora pare legare impercettibilmente il produttore al consumatore.

Una volta che il signor Mario ha riempito il carrello può decidere di concludere l’operazione e pagare, oppure farlo al momento della consegna. Nel frattempo, intorno alle 22,30 di ogni santo giorno della settimana, Eman e Andrea raccolgono le ‘comande’ e le girano ai titolari al mercato che il giorno dopo predispongono le singole sporte da consegnare in cargo. «Poi arriviamo noi, facciamo il giro dei banchi e stocchiamo il tutto all’interno del nostro corner, che funziona come un vero e proprio centro di raccolta. Quindi ci mettiamo in sella».

Il rapporto tra banconisti e corrieri, il patto d’acciaio alla base del Mercato Itinerante

Un gioco dell’oca al quale, al momento, partecipano circa 25 banchi, per un totale di circa 2500 prodotti disponibili. «Frutta e verdura li mettiamo in grandi borsoni che poi a loro volta li mettiamo nella cargo, come pure i polibox per mantenere la catena del freddo per quanto riguarda formaggi o pesce». Un business che richiede senz’altro molta buona volontà da parte di chi lo persegue, ma soprattutto buone gambe. In un giorno solo, infatti, si possono percorrere tra i 40 e i 60 chilometri in bici, senza contare che si lavora dal martedì al sabato inclusi. Tanta roba, insomma. Tanta strada nei pedali e quindi tanta voglia di crescere. E pare che questo Mercato Itinerante punti dritto verso la capitale.. .

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