Monopattini elettrici e vittime della strada: perché Federica siamo tutti noi!

I monopattini elettrici come simbolo di una mobilità sostenibile ancora da comprendere e metabolizzare nelle nostre città: Genova sarà il primo Comune a concedere il patrocinio a un concorso per ricordare una vittima della violenza stradale e sollecitare i giovani a riflettere in modo creativo sul nuovo modo di muoversi in città. Va in questo senso la prima edizione del ‘Premio Federica Picasso‘, promosso dallo Studio legale associato degli avvocati Sguerso, insieme appunto al Comune di Genova, in memoria di Federica Picasso, l’impiegata amministrativa presso lo stesso studio legale che l’8 febbraio scorso perse la vita in un incidente stradale mentre era alla guida del suo monopattino.

L’importanza di indire un Concorso in nome di Federica

Il Premio nasce allo scopo di stimolare l’interesse dei bambini verso le più attuali tematiche sociali, così da sollecitare i giovanissimi, le loro famiglie e le scuole alla partecipazione attiva in un processo creativo di riflessione sui temi della mobilità sostenibile. L’obiettivo è far acquisire ai partecipanti una consapevolezza diretta del percorso che Genova sta compiendo verso una città più rispettosa dell’ambiente, dove la mobilità sostenibile deve avere pieno e sicuro sviluppo. «Questo Premio nasce da un grande lavoro di squadra – commenta l’ideatore e organizzatore del Premio, Filippo Sguerso , insieme a tutti gli ex colleghi di Federica – che ha visto collaborare gli amici e i familiari di Federica, insieme alle istituzioni, per un obiettivo: quello di insegnare e trasmettere ai più piccoli l’educazione e la sensibilità rispetto ai temi della mobilità sostenibile. Il ‘Premio Federica Picasso’ sarà ciclico e quest’anno, nella sua prima edizione, svolgendosi nel periodo delle feste e del Natale, vuole che i bimbi parlino di mobilità sostenibile tra di loro e soprattutto con le loro famiglie, nell’ottica che sia tutta la Città, nei prossimi anni, a beneficiare di questo nostro progetto. Un Premio che abbiamo creato, e ci teniamo molto a sottolinearlo, pensando alla figlia di Federica, Matilde, che frequenta la scuola primaria come i bimbi a cui il Premio si rivolge».

Tema e modalità di partecipazione

Il comitato promotore del premio ha pubblicato un bando di concorso che ha per tema ‘Bimbincittà: mi muovo sicuro nel mio quartiere!’, riservato alle classi quinte delle scuole primarie genovesi. Gli studenti, coordinati dagli insegnanti nell’ambito dell’attività didattica, potranno partecipare con lavori di classe. Per la partecipazione al concorso è necessario inviare una mail di richiesta di partecipazione, entro mercoledì 22 dicembre 2021, all’indirizzo smartmobility@comune.genova.it con oggetto: ‘Richiesta partecipazione Premio Federica Picasso 2021-2022, 1ª edizione‘. Saranno quindi inviate le modalità operative per la successiva consegna degli elaborati, che nella seconda fase del concorso dovranno essere inviati entro le ore 24 del 30 gennaio 2022. Verranno assegnati 5 premi ai migliori 5 elaborati indipendentemente dalla categoria a cui l’elaborato appartiene. Le scuole a cui appartengono i vincitori riceveranno un buono acquisto per materiale didattico del valore di 200 euro. L’elenco dei vincitori sarà pubblicato sul sito del Comune di Genova e sul sito www.studiosguerso.it entro il 5 febbraio 2022.

«Concedere, come Comune di Genova, il patrocinio a questo Premio – dichiara l’assessore alla Mobilità Integrata e ai Trasporti Matteo Camporaper noi è un gesto molto importante che vuole onorare la memoria di Federica Picasso. Fin dal principio abbiamo appoggiato e sostenuto lo studio legale Sguerso, dove Federica lavorava, in questa iniziativa che vuole partire dal sorriso e dalle abitudini virtuose di mobilità di questa sfortunata ragazza, per educare i più piccoli e le loro famiglie a comportamenti più sostenibili per quanto concerne gli spostamenti urbani. Una piccola-grande operazione di sensibilizzazione, nel ricordo di una persona coraggiosa, pioniera della mobilità sostenibile, fondamentale per realizzare una Città con strade più sicure per tutti».

Perché siamo tutti Federica!

Federica siamo tutti noi e sapete perché? Perché ci troviamo ancora troppo spesso a un pelo dal finire perlomeno nelle brevi in cronaca dei media locali e nazionali. Pensate a quante volte siamo stati sfiorati dalle auto in sorpasso, che viaggiano a velocità ben superiori a quelle previste in città, o alle strade sporche e sconnesse che fanno da sfondo (inteso come lo sfondare il mezzo!) al nostro viaggio. Pensate a cosa può accadere se a distrarsi con lo smartphone, oppure a non rispettare un incrocio, è un automobilista e non già un ciclomobilista né un monopattista. Premesso che sono comunque comportamenti proibiti a ciascuno di noi, come si può continuare a pensare che eventuali disattenzioni o impatti possano provocare conseguenze uguali per tutti? Davvero in strada uno vale uno?

Come giornalisti e comunicatori trovo che si debba fare lo sforzo comune di ricordare che le strade, perfino quelle italiane ‘larghe così’ e (ri)costruite apposta per le auto, appartengano invece a tutti. E’ anche l’opinione dei referenti dello stesso studio Sguerso, quello dove lavorava la povera Federica, con cui ho conversato amabilmente per alcuni minuti. «Lo scopo dell’iniziativa è di iniziare a parlare tutti di mobilità sostenibile», mi raccontano. «I nuovi mezzi di mobilità hanno un po’ cambiato l’utilizzo della strada in generale ed è giusto parlarne già ora tra i più piccoli, così da portare il tema anche a casa, in famiglia. Si deve cominciare a parlare di come debbano convivere tra loro più mezzi: la strada non è più solo per le auto, ma anche per gli altri mezzi di mobilità sostenibile». Ecco perché Federica siamo tutti noi: perché dobbiamo avere più visibilità in strada ed essere considerati come gli altri: non più solo pionieri o, peggio, figli di un Dio minore.

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