Lo sapevate che in Italia il posto dove trovare più monopattini elettrici in sharing è in Piemonte? Una miniflotta di 3.500 pezzi che circola a Torino e dintorni e che consente lo spostamento agile a un sacco di giovani e liberi professionisti.

Epperò se da un lato i monopattini elettrici spingono il consumo e l’interesse all’insù, dall’altro l’attenzione mediatica molto spesso sembra invece spostarsi su un ipotetico rovescio della medaglia: stavolta tocca al capitolo ‘deperimento‘. Interessante, senz’altro, considerare anche quest’aspetto. Certo, sarebbe carino che alla fine della Fiera si considerassero di più i vantaggi che il mezzo porta alla cittadinanza. Ma va bene così.

Sul tema del deperimento è utile alla discussione il punto di vista di Fabrizia Gasperini, del Consorzio Remedia, che solo lo scorso anno ha raccolto quasi 150 mila tonnellate di rifiuti tech. Nell’analisi pubblicata sul Corriere della Sera i fari sono puntati sullo smaltimento, tra gli altri, di nickel e cobalto contenuti all’interno delle batterie del monopattino elettrico. Molti importatori, avvisa Remedia, non sono ancora presenti all’interno degli elenchi del registro Raee (Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche), quello che devono osservare le aziende in materia di smaltimento. Si tema che con l’aumento dei numeri aumenteranno ben presto i pezzi da smaltire e pare che gli stessi si deteriorino in poco tempo. IL timore, dunque, è che ad esempio in città come Torino o Roma la situazione possa ben presto sfuggire di mano.

Insomma: sarà un problema girarci, sarà un problema parcheggiarci e sarà pure un problema smaltirli. Ma i monopattini elettrici qualche vantaggio lo stanno portando oppure no?

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