#Bologna30 per far rispettare i limiti di velocità bei centri urbani, BiciliberatuttE per accogliere a due ruote chi proviene da mondi distanti dal nostro e Flasmob per sensibilizzare l’attenzione degli automobilisti sulle morti stradali: il popolo in sella e manubrio va avanti (anche)così. In collegamento a Opinioni Incluse Alice Fanti, la presidente di Salvaiciclisti Bologna, e Alfredo Giordani, referente di #Vivinstrada, rete di associazioni che si battono per la cultura e la prevenzione su un tema così importante e attuale.

«Salvaiciclisti compie 10 anni – ricorda Alice Fanti – e al contrario di quanto sostiene qualcuno siamo tutt’altro che fallite, i progetti da portare avanti sono molti. Bologna30, ad esempio, istituisce non più, appunto, solo ‘zone 30’, aree spezzettate tra loro, bensì una vera e propria ‘città30’. I grandi centri urbani, per come sono stati concepiti negli ultimi anni sembrano essere più a misura d’auto che di pedone o di ciclista».

Quindi BiciliberatuttE, progetto di lungo respiro che prende le mosse da quello nato nel 2017, con cui si è insegnato ad andare in bicicletta a circa 70 adulti che avevano disimparato a farlo negli ultimi tempi. Grazie alla sua declinazione al femminile si insegna a pedalare a chi arriva da mondi lontani, incrociando il mondo dell’attivismo ambientale con le realtà che si occupano di integrazione e accoglienza. Temi, come ben sappiamo, di un’attualità disarmante. La referente Sara Poluzzi, introdotta nel corso della puntata, ci ha spiegato come si fa.

«Movimenti come questi – commenta Alfredo Giordani di #Vivinstrada – hanno fatto prendere coscienza alle istituzioni, che all’epoca latitavano. Non che le cose adesso vadano molto meglio, però oggi la questione della mobilità sostenibile è ormai nell’agenda di tutti». Quindi l’importanza di attirare l’attenzione di cih è al volante anche con un Flashmob: «Con queste attività noi cerchiamo di mostrare l’elefante nella stanza: ogni istituzione ce l’ha e fa finta di non vederlo. Gli ultimi Flashmob a Roma sono serviti ad aprirci le porte della Prefettura e a riattivare l’Osservatorio sulla Sicurezza Stradale».

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