Una mappa interattiva e gratuita di tutto il Paese per scegliere strade e percorsi più o meno stressanti quando si vuole andare in bicicletta, suddivisa in quattro livelli di difficoltà quotidiana. E’ quella messa a punto da Maurizio Napolitano, Head of Unit of Digital Commons Lab della Fondazione Bruno Kessler e da Matteo Fortini, esperto di tecnologie open source. Ne parliamo proprio con loro a Opinioni Incluse, il rotocalco in streaming a due ruote lente di Vitadueruote.it.

In collegamento i creatori della mappa interattiva antistress: Maurizio Napolitano, Head of Unit of Digital Commons Lab della Fondazione Bruno Kessler e Matteo Fortini, esperto di tecnologie open source

Come nasce e si sviluppa l’idea

«Questa classificazione in quattro livelli prende le mosse da quella realizzata dall’Università canadese di Ottawa – spiega Maurizio Napolitanoe a sua volta presa a modello dalla comunità BIke Ottawa, fondata nel lontanto 1984 con l’obiettivo di aumentare la ciclabilità locale -. Se osservate la mappa nel dettaglio la troverete senz’altro migliorabile, è pensata sul modello canadese (con le montagne colorate in blu, ndb), ma abbiamo sperimentato il modello per stimolare il dibattito sul tema e migliorare così i dati a disposizione. Su questa mappa stiamo raccogliendo un sacco di feedbak e spunti per migliorarla». Segno che la comunità ciclomobilistica è attenta e, soprattutto, ripone fiducia in chi mette a disposizione risorse e talento. Ad esempio, ci permettiamo di aggiungere in punta di penna, non risulta immediato leggere la zona di riferimento quando ‘zoomiamo’ all’interno, ma l’informazione sul tipo di percorso che intendiamo scegliere ci arriva eccome.

In generale ottima davvero l’idea di condividere modelli e informazioni a fin di bene e in modo immediato: la mappa fa il suo dovere. ‘Epperò la domanda, posta con il sorriso sulle labbra, nasce spontanea: ma c’era davvero bisogno di realizzare una mappa per far sapere a tutto il mondo che ciclisti e ciclomobilisti sono troppo spesso lasciati al loro, maledetto, destino? «Forse – osserva Matteo Fortininon ce n’era bisogno, ma il problema c’è: la mappa aiuta a sapere dove è più urgente intervenire e quindi a conoscere meglio il territorio. Le risorse non sono infinite e bisogna decidere dove spenderle».

Quattro tipi di stress: dalla strada a misura di bambino a quella per gli impavidi


LTS 1. A misura di bambino, prevede una separazione di tipo ‘marcato’ da tutti i tipi di traffico, fatta eccezione per quello a bassa velocità e bassa intensità, con incroci ‘semplici’.
LTS 2. Tranne che nei casi di traffico a bassa velocità/intensità, i ciclisti hanno uno spazio specifico per muoversi che evita loro le interazioni con il traffico, all’infuori degli incroci. C’è separazione fisica dal traffico a velocità più alta e a più corsie. Gli incroci sono facili da affrontare per un adulto. Il percorso equivale a a quello delle ciclabili olandesi. Si tratta di un livello di stress da traffico che la maggior parte degli adulti riesce a tollerare.
LTS 3: chi è in bici interagisce con traffico a velocità moderata o a più corsie, o si trova vicino a traffico a velocità più alta. Un livello di stress da traffico considerato ‘accettabile‘.
LTS 4: siamo in presenza di traffico a velocità più alta rispetto alle altre tipologie, oppure ci troviamo molto vicini a traffico in cui la velocità è davvero elevata. 

La mappa è disponibile qui.

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