Percorsi in bicicletta e auto che sfrecciano a tutta velocità

I percorsi in bicicletta sono belli se non ci sono le auto che sfrecciano a tutta velocità. Succede nei piccoli e, soprattutto, nei grandi centri urbani, dove si potrebbe senz’altro condurre una vita a due ruote migliore se le auto rispettassero i limiti di velocità.

Come del resto ribadito anche nell’aggiornamento del Codice della strada entrato in vigore il 1 gennaio 2021, non si possono più ignorare gli utenti ‘vulnerabili’, vale a dire pedoni, ciclisti, conducenti di ciclomotori e motocicli e soggetti disabili. Un’utenza debole che, appunto, proprio all’interno dei grandi centri urbani non viene ancora considerata come si dovrebbe. Vittimismo? Leggiamo insieme uno stralcio del nuovo provvedimento e poi ciascuno di noi provi ad applicarlo nella vita di tutti i giorni. Beato quello a cui i conti tornano.

Se sono un utente ‘debole’ dovrò godere sempre del diritto di precedenza. Da ciclista, poi, i conducenti degli altri veicoli saranno sempre obbligati a darmi la precedenza sulle strade urbane ciclabili: anche se mi immetterò perfino da un accesso pedonale privato. Beh, magari in questo caso sarà sempre bene prestare massima attenzione perché ‘sbucheremmo’, comunque, da un punto con scarsa visibilità per chi è già in strada. Insomma: usiamo buonsenso. Molto importanti le regole messe a punto anche nella cosiddetta ‘fase di sorpasso’. «Lungo le strade urbane ciclabili, il conducente di un autoveicolo che effettui il sorpasso di un ciclista deve assicurare una maggiore distanza laterale di sicurezza in considerazione della minore stabilità del mezzo a due ruote».

Ricordiamoci sempre, lato nostro, che biciclette e monopattini devono comunque transitare sulle piste loro riservate ovvero sulle corsie ciclabili o sulle corsie ciclabili per doppio senso ciclabile, quando esistono. Ecco, quest’ultimo passaggio a mio avviso è proprio quello che ‘resetta’ il concetto. Lo scriviamo un po’ tutti , ci facciamo anche diverse dirette streaming sopra, ma il tema delle piste ciclabili resta davvero aperto. Nelle grandi città come Milano, Torino, Genova, Roma e Napoli si stanno realizzando diversi chilometri in proposito: in media si conta molto sulle piste transitorie, le pop up sviluppate durante le diverse ondate di pandemia e che dovrebbero garantire alle due ruote lente possibilità di movimento anche in caso di carenza da parte del trasporto pubblico. Una sfida nella sfida, tuttavia meno complicata dall’essere vinta rispetto a quella dell’Alta Velocità. Che non è quella raggiunta dai moderni treni in grado di collegare grandi centri in poco tempo, ma quella raggiunta dalle auto private in…città. Sì, proprio nei tratti in cui non si dovrebbero superare i 50 km orari e, sempre più frequentemente, perfino i 30 km orari.

Bene, anzi molto bene, in questo senso, la facoltà di installare gli autovelox in città. Certo, le amministrazioni decideranno sempre di concerto con le relative Prefetture, ma è un passo in avanti notevole. E d’altronde tornare indietro sarebbe folle. Prendiamo il caso di Roma: giuardate questo ottimo video del collega blogger Bringyourbike e dal titolo abbastanza eloquente:’Perché le persone in bici se la vanno a cercare‘.

L’ottimo video di Bringyourbike sul mancato rispetto dei limiti di velocità da parte di gran parte degli automobilisti lungo alcune grandi arterie di Roma

Il lavoro del bravo e conoscente Loreto Valente sta (giustamente) facendo il giro del web da diverse settimane. In sintesi: esterno giorno, ci troviamo lungo la salita del Quadraro, ovvero sulla Tuscolana con alle spalle gli storici studi di Cinecittà (semplifico per i non romani) in direzione centro. Guardate il video e riflettiamo sul messaggio divulgato da Bring in tutta la sua semplicità: puoi realizzare l migliori percorsi in bici del mondo, ma se non restringi limiti, probabile, oltre alle corsie riservate alle quattro ruote e alle due ruote veloci, la musica non cambierà mai.

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