Brecciolino, sezione scivolosa del piccolo blog vitadueruote, oggi dedicato al reel che gira da qualche giorno su Facebook e Instagram, i social più noti. Per chi non è pratico, il reel non è altro che un video o una foto provocatoria con sopra un titolo, per un contenuto destinato a riscuotere quanti più like possibili. Insomma effetto simpatia. 

Epperò in questo caso di simpatia ce n’è davvero poca visto il tema e come si stratta. La foto è evidente: c’è un’autovelox messo lì evidentemente a far rispettare il limite di 50 km orari, a cui è stato appicciato un foglio A4 con su scritto “a 50 km mi si ingolfa pure la vespa”. Il tutto corredato dall’ottima call to action “date una medaglia a chi ha scritto questo cartello”.  Il reel o meme, chiamatelo come volete, è stato pubblicato sul profilo Instagram di un negozio che in Umbria promuove t-shirt grazie a un blog tematico sui motori. 

Scorrendo lo stesso profilo troviamo anche quest’altro post, in cui il cartoon Willy il Coyote disegna con sguardo furbo una finta pista ciclabile e una galleria su un muro, così da invogliare il ciclista, versione Beep Beep, a schiantarsi: proprio come avviene nei celebri episodi che tanto fanno sghignazzare ancora oggi i nostri piccoli. A sforzarsi in buonismo, magari, si potrebbe anche pensare che l’autore con questo suo lavoro voglia dare un segnale ai politici locali, invitandoli a non lasciare lì l’ennesima pista ciclabile incompiuta. Ma, insomma: l’impressione generale una volta visti un po’ di contenuti è che siamo alla provocazione, pur se innocente e non becera.

Purtroppo che ia becera o meno deve interessare poco. Comunicazioni del genere offendono la memoria di chi ha perso la vita in strada falciato da un’auto, un camion o un furgone che non rispettava i limiti di velocità (fatti rispettare da autovelox come quello prima imbrattato e poi deriso da migliaia di utenti), e trafiggono al petto anche i parenti delle vittime stesse. Loro ( e solo loro) rivivono ancora una volta la tragedia che li ha segnati per sempre. 

Inoltre, post del genere vanificano eccome il tanto lavoro faticoso che stanno portando avanti persone come Marco Cavorso, Paola Gianotti, Maurizio Fondriest e i rappresentanti della Fondazione Michele Scarponi

Per chi ha la memoria corta, poi, ricordo che l’Italia è maglia nera d’Europa per morti e feriti sulle strade. 

Mettiamocelo bene in testa: quando clikkiamo il like o commentiamo sorridendo con il faccino giallo a post del genere, ricordiamo a chi è morto in strada che a noi, degli altri…non ce ne frega proprio niente e, fatto ancora più grave, non siamo né saremo mai disposti a rinunciare al nostro modo scellerato di guidare un mezzo.    

INSOMMA, QUESTI  MEME SONO SENZA MEMORIA!

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