Abbigliamento ciclismo, è sempre necessario?

Siamo sicuri che l’abbigliamento per il ciclismo sia sempre necessario? Ogni contesto richiede davvero il suo dress code? ‘Nì’, nel senso che, ad esempio, se siete professionisti e ciclisti su strada sapete bene il fatto vostro, se invece siete ad esempio ciclisti o monopattisti urbani.. vestirsi a strati e al limite indossare alcuni capi tecnici può aiutarvi lo stesso. In questo caso non servirà spendere una fortuna, ma limitarsi a effettuare acquisti mirati.

Abbigliamento ciclismo: maglia, salopette e guanti

Siamo a ridosso della primavera o comunque di una mezza stagione? Il corpo andrà comunque protetto sia nella parte alta che nella parte bassa. Per la parte alta, il consiglio è maglia a manica lunga, gilet e giubbini antivento e da pioggia: si riveleranno assai utili in diverse circostanze. Per la parte bassa, bene la salopette corta con bretelle uomo e donna. Per quel che riguarda i guanti, troviamo sempre quelli per l’inverno e quelli per l’estate (i mezzi guanti), ma quando arriva la stagione intermedia come autunno o primavera… beh.. si va molto a sensazione. Da qualche anno, però, molte aziende si sono specializzate nella produzione di accessori da indossare ad ogni stagione e in diverse condizioni climatiche.

Quindi arriviamo ai ciclisti urbani, magari tendenzialmente pendolari. Gente come noi (cit.), che per i propri spostamenti utilizza la bicicletta o il monopattino elettrico come mezzo di trasporto nel corso della settimana. La metto sul personale: tanto in bici quanto in monopattino, mi è accaduto spesso di girare in città fino a gennaio/febbraio indossando i guanti invernali soltanto al mattino presto. Trascorse le ore più calde della giornata, rimettersi i guanti del mattino mi faceva sudare, non poco, le mani. Quindi ‘ho fatto cambio’, riponendo nello zaino gli accessori pesanti e indossando quelli leggeri, i mezzi guanti appunto. Un po’ il concetto del vestirsi a cipolla, a strati, raccomandato dalle mamme ai loro piccoli, soprattutto al Centro Sud Italia. Una prassi di alleggerimento che funziona perché, in media, le temperature non sono così rigide come ad esempio al Nord. Nel corso della giornata, poi, queste potranno risalire ulteriormente, toccando anche quota 16/18 gradi. Un’escursione termica che nel migliore dei casi vi sorprenderà: a titolo personale non la sopporto granché, ho sempre preferito una certa ‘chiarezza’, soprattutto d’inverno. Trovo inaccettabile, a proposito, che a gennaio, verso le 4 del pomeriggio, ci si debba togliere giacca e guanti invernali per non sudare troppo. Una questione tutta mentale, sia chiaro. Infine, la condizione più temuta: la pioggia. Sì’, una mantella o una giacca waterproof servono, c’è poco da fare.

Abbigliamento ciclismo estivo in città

Molto spesso, questo almeno è quello che noto, l’abbigliamento di chi va in bici o in mono in città, oppure ‘commuta’ è assai simile. Si potrà obiettare che in questo caso accorpo l’una, la bici, all’altro, il mono, come se non mi accorgessi che sto parlando di due contesti tra loro così diversi. La due ruote, anche se si tratta di un’ebike, richiede comunque un pur minimo impulso sul pedale, l’altro richiede al massimo di poggiare il piede a terra e pure ogni tanto, nemmeno in modo costante. Uno sforzo diverso, quest’ultimo, da molti odiato perché appare come la via più breve per muoversi: una scorciatoia mentre gli altri faticano; una via troppo facile, sgradita a chi non ha questa necessità. Da parte mia vi garantisco che il mezzo è tutt’altro che inutile, al di là del comportamento del singolo alla guida. Il mono serve per coprire il cosiddetto ultimo miglio una volta scesi dall’auto, dal treno o dalla metropolitana. Un’ebike che non sia pieghevole, invece, è più stabile e ci consente di percorrere anche distanze più lunghe.

Premessa lunga, ma necessaria anche per spiegare che in caso di ebike e mono il dress code può essere simile, soprattutto se andiamo al lavoro. Piaccia o no c’è comunque un motore elettrico di mezzo in entrambi i casi e se d’estate devo recarmi in ufficio o raggiungere gli amici per un aperitivo nel tardo pomeriggio, beh…questo è un bene. Ho avuto per anni una bici muscolare, sotto sforzo sudavo molto e arrivavo a destinazione in condizioni indecenti. Che vergogna e soprattutto..chi se lo dimentica! Dovevo subito rinchiudermi in bagno, togliermi la giacca e la camicia, darmi una ricomposta con lo stretto necessario e in un arco di tempo comunque limitato. Cambiando il mezzo con uno a pedalata assistita o con il mono, invece, il problema non si mai più posto.

E allora vestirsi a strati diventerà tattico, una necessità. Sì, dunque, a giacche o giacconi traspiranti anche in inverno, mentre camicie modello ‘business’ e slim fit…uhm.. direi che sarebbe bene indossarle fino a un certo punto. Certo, se il contesto ce lo consente. Ripiegare una bici, chiudere un mono o portare comunque il mezzo con sé tutti i giorni, sono tutte azioni che richiedono piccoli sforzi improvvisi: la macchia, insomma, è sempre in agguato!




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