Andare a scuola in bicicletta, confuso e felice dopo la diretta Facebook

Confuso e felice. Oddio, felice fino a un certo punto. Epperò, alla stregua della brava Carmen Consoli, dopo la diretta Facebook di ieri sul Gruppo.. va così. Il tema era questo: andare a scuola in bicicletta al tempo del Covid, con i trasporti pubblici di metropoli quali Roma e Napoli (nonostante gli sforzi delle rispettive Giunte, ndb) al collasso.

In collegamento avevo un parterre de roi: Anna Becchi, coordinatrice del bellissimo progetto Bike To School, Loreto Valente meglio conosciuto come l’arcinoto youtuber Bringyourbike e, aggiuntosi all’ultimo ma con immenso piacere, il professor Fabio Vettorello del Liceo Marconi di Conegliano. Uno che a Giugno scorso, quando il Covid indossava addirittura lo smoking e si imbucava a casa della gente comune senza permesso, saliva in sella alla bersagliera (cit.) e si batteva casa per casa i suoi studenti regalando loro libri di Calvino. Così, giusto perché gli rodeva il chicchero (!) che il cervello, la fantasia, l’estro dei suoi ragazzi potessero bloccarsi di fronte al terrore di non farcela. Insomma ero (e sono rimasto) contento. Che poi il prof. mi ha ricontattato proprio all’ultimo secondo, quando stavo per schiacciare il bottone della diretta. Fregherà niente a nessuno…sicuro, ma per me è stato un segno del destino. A lui e solo a lui potevo chiedere cosa significasse andare in giro con la bicicletta, un mezzo costruito nel lontano Ottocento, ma che ai ragazzi eviterebbe di far mollare i banchi di scuola e fottere così la pandemia. Per giunta proprio da dietro.

Il prof., peraltro, dopo aver conquistato la sua personale maglia rosa ci ha confidato di aver ricevuto perfino i complimenti della ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina. Nel frattempo ascolta la testimonianza di ‘Annina’ Becchi (mi piace chiamarla Annina, così come l’ex Direttore del quotidiano Il Tempo Gian Paolo Cresci, uomo di cultura e umanità sbilanciate in avanti, chiamava affettuosamente la sua caporedattrice proprio in mia presenza: tanti, tanti anni fa) e del suo splendido progetto Bike To School, al quale auguro ogni bene. Sì, perché insegnare ai bambini a muoversi in bici a Roma per andare a scuola è una figata pazzesca, oltreché a mio avviso…pionieristica.

Eppoi, eppoi… c’è l’arguto Bringyourbike, che la sa lunga. Di lui, volessi ‘fà l’americano’ fico (che proprio non sono) direi che è un reporter on the road matriciano: romano-abruzzese, ha una famiglia, un lavoro, eppure trova forza e soprattutto tempo per raccontare lo stato tragicomico in cui versa l’educazione civica stradale nella nostra amata città. Con i suoi lavori tipo il corto ‘Usa la Bici‘ la butta giù dura, ma senza lagnarsi troppo. Ti fa capire che c’è speranza. In diretta non posso mostrarlo, ma mi commuovo perché intravedo una luce di speranza in fondo al tunnel annerito dallo smog delle auto. Cazzo, Loreto, ma quanto sei bravo?

E poco importa – mi viene da dirgli al telefono prima del collegamento – che ci racconti che vorresti fare di più. Che vorresti avere altri mezzi e tanto altro tempo a disposizione. ‘Sticazzi!’, stai realizzando idee meravigliose.. continua così!!‘. In un altro video, Bring definisce la via TuscolanaTuscoLane‘, “una pista di atterraggio o decollo“, dove a una mamma vengono le mani viola pur di tenersi stretti i figli mentre attraversa, naturalmente sulle strisce, questa consolare larga decine di metri e sulla quale le auto manco le vedi arrivare. E c’è pure chi osa lamentarsi della nuova posta ciclabile da una manciata di chilometri pensata per alleggerire il traffico di automobili quotidiano.

In tutto la diretta è durata poco più di una mezz’ora e dai miei ospiti spero davvero di aver saputo tirare fuori il meglio. Non so se vi sia riuscito e in caso contrario demerito mio, ovvio. Ma se non altro ho registrato un bel po’ di commenti in diretta anche da alcuni addetti ai lavori noti e ho contato parecchie visualizzazioni post evento. Il tema era caldo, gli ospiti di primo piano e tutti più competenti del sottoscritto.

E allora… rimango confuso perché alla fine ho capito che trascorrerà ancora molto tempo prima che la bici sarà in grado di salvare il mondo (soprattutto quello della scuola); tuttavia mi sento felice per aver provato a capire assieme a gente di livello quando e soprattutto come potrà arrivare quel momento.

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