Bicicletta elettrica usata, la strada del dopo bonus

State puntando una bicicletta elettrica usata ma temete di prendere la fregatura, vero? Sappiate che non siete soli. Anzi, sono soli o comunque pochi quelli che si ostinano a vivere solo di sicurezze. Quelli che pensano che ‘a me non capiterà mai di prendere una fregatura’. Premesso ciò, se siete alla ricerca, mi permetto di offrirvi un piccolo, piccolissimo suggerimento.

Il bonus bici 2020 fissato a novembre, con cui si rimborsa una parte dell’importo pagato per acquistare biciclette e monopattini, funziona fino a un certo punto. Infatti, nonostante il lavoro da parte del Ministero dei Trasporti e più in generale di ogni struttura preposta alla sua erogazione, la domanda o più semplicemente la curiosità che ruota attorno al mondo della mobilità dolce non si attenua di certo. E la coperta, anche se stesa per la prima volta perfino in un Paese arretrato (da questo punto di vista) come il nostro, rimarrà sempre troppo corta. Insomma: i soldi non bastano, la domanda rimane all’insù ma la gente non riuscirà mai a capire che la spesa per la bici può tranquillamente andare a sostituire quella assai più alta per un vero e proprio mezzo di locomozione.

Come dite? Mille euro per un bicicletta a pedalata assistita vi sembrano più che sufficienti? Ahh, allora spendereste gli stessi soldi per uno scooter che assolve alla stessa funzione oppure no? Penso proprio di no, perché prima di abbracciare la filosofia della vita a due ruote ho avuto anche quello. Il ragionamento è semplice semplice: con lo scooter vado dove mi pare, con la bici meno. Molto meno. Vi dico subito che il ragionamento è sbagliato, ma il perché ve lo spiegherò in un altro post. Qui mi limito a darvi giusto un piccolo suggerimento.

L’idea, il suggerimento per risparmiare sulla bicicletta elettrica è questo: archiviata la fase bonus avviata il 3 novembre, intensificate le ricerche sui portali di compravendita dell’usato, ne vedrete delle belle. Molti, infatti, spinti dagli eventi dei mesi scorsi, hanno acquistato di botto tanti pezzi, abbassando le scorte in magazzino. Anzi, in molti casi i pezzi sono andati esauriti a tal punto che chi ha prenotato una bici a maggio se l’è vista recapitare in negozio a settembre, al contrario di quello che sostenevano diversi commercianti.

Questo la dice davvero lunga su quello che è realmente accaduto tra aprile e luglio scorso: molti si sono precipitati nei negozi di biciclette e hanno speso. Ora, però, alcuni (se non molti) di loro si sono accorti che lo hanno fatto su un’onda emotiva dettata dal timore di rimanere a piedi sotto Lockdown, sono tornati ad accarezzare il (falso) sogno dell’automobile privata (grosso, ma grosso MAH) e cercano di rientrare almeno in parte della cifra spesa nei mesi scorsi. Ecco perché stando attenti, da qui in capo ad alcune settimane potranno senz’altro trovarsi delle occasioni con la ‘0’ maiuscola. Fateci caso e fatecelo anche sapere.

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