Bike Park di Vallelunga, l’Ex Formula 1 Fisichella: Qui ti innamori della bici

Lungo la pista dell’Autodromo di Vallelunga Piero Taruffi, proprio sotto la linea del traguardo dopo la griglia di partenza, c’è un momento della giornata in cui ti senti come un boy scout dentro al bosco incantato. Da una parte, infatti, puoi ascoltare il ruggito dei motori elaborati provenire dai box una volta terminata la sessione di prove giornaliere; dall’altra, invece, il ticchettio dello scorrere della catena di decine di biciclette pronte a scendere..in pista.

E’ proprio lì, in quel momento, proprio quando i due suoni si confondono l’uno con l’altro, che sei contento di trovarti qui al Roma Bike Park, che mercoledì 9 settembre ha riaperto i battenti. Ora, in mezzo a tutto questo ben di Dio, sei tornato di colpo quindicenne, sorridi in mezzo ad altri che sorridono ed è davvero una bella sensazione.

Il Roma Bike Park di Vallelunga nasce dalla doppia intuizione di Giancarlo Fisichella ed Emiliano Cantagallo. L’Ex campione di Formula Uno si è subito innamorato dei posti e soprattutto del clima di tranquillità necessario ad andare in bici. Cantagallo, invece, è un imprenditore e profondo conoscitore del mondo delle due ruote. Pochi anni fa si è licenziato da un posto di lavoro più che sicuro per fondare un albergo dedicato ai ciclisti. “Le cose si fanno per passione“, raccontava alcuni giorni fa nel corso della telefonata per organizzare l’intervista nell’Autodromo.

Vallelunga è a mezzora da Ponte Milvio, quando da Roma Nord scavalli in bassa Tuscia, precisamente a Campagnano. Il circuito, sterminato, è messo giù in questa maniera:  4,2 chilometri di pista (anche senza bici, hai comunque l’impressione di trovarti su un biliardo) larga 12 metriintorno 35 ettari di terreno con percorsi attrezzati per gli amanti dell’off-road.

E’ davvero un’atmosfera magica e, soprattutto, qui puoi davvero praticare un sacco di attività legate alle due ruote. Ad esempio puoi far imparare ad andare in bicicletta tua figlia, puoi organizzare delle gare di cicloturismo, oppure puoi mollare per un giorno la tua bici muscolare e inforcare una bicicletta a pedalata assistita..così..tanto per provare a vedere l’effetto che fa (cit.).

Al Bike Park di Roma si accede in maniera suggestiva. Oltrepassi l’ingresso principale, parcheggi l’eventuale auto con cui sei arrivato, scarichi la tua bici e scendi lungo un percorso ciclopedonale di colore rosso, che a sua volta ti immette direttamente di fronte al paddock. Lì per lì ti viene voglia di curiosare dentro le varie officine: vorresti perfino provare a dare una mano ai meccanici in cambio di qualche sguardo da rivolgere il più vicino possibile a quei mostri che ringhiano da sotto il cofano. Invece tiri dritto e arrivi davanti a una cancellata di colore giallo: sei proprio in linea d’aria con la splendida tribuna collocata esattamente sopra al traguardo, subito dopo la griglia di partenza disegnata a terra. Poi, a un certo momento, la cancellata si apre, Fisichella e Cantagallo escono in sella alle loro splendide due ruote e noi li fermiamo lungo la linea dei box, un attimo prima che si immettano in pista insieme alle altre decine di appassionati che non hanno saputo resistere e si sono subito gettati nella mischia.

Delle dichiarazioni dell’ex Fisico, riportate nel video in testa all’articolo, una colpisce in modo particolare. Questa. “Ho tre figli – ci ha detto -, e un giorno ho portato il maschio di diciassette anni a fare un giro in bici a Roma per oltre un’ora. Lo tenevo sempre d’occhio e guardavo ovunque per scongiurare ogni pericolo possibile. Uno stress assurdo, sono stato davvero male! Poi siamo arrivati qui e ci siamo innamorati subito. Andare in bicicletta è un’attività meravigliosa“.
Difficile dargli torto.

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