Ciclismo, ricchi premi e tourbillon: casse di birra agli uomini e spazzolone più asse da stiro alle donne. Sessismo? No, mix tra pecoreccio e nazional popolare

Una gara di ciclismo regionale italiano sta sollevando polemiche per il suo particolare montepremi, giudicato da diverse parti ‘sessista’. Accade in una gara del campionato regionale veneto Acsi 2021, al termine della quale sono state assegnate in premio casse di birra agli uomini mentre le donne, udite udite, si sono aggiudicate in premio nientepopodimenoche.. uno spazzolone (di marca, eh?!) e un asse da stiro. Premi utili, per carità. A cominciare dalle birre, ben. viste e gustate soprattutto in tempi di Europei di calcio da godersi la sera sul divano. Proprio mentre, magari, la signora si ‘concede’ una meritata pausa e inzuppa lo scopettone nella comoda vaschetta rossa piena d’acqua e per lavare i pavimenti di casa. O, perché no (?) ne approfitta per stirare le camicie di lui, intento a seguire le gesta dei suoi calciatori preferiti dalla sua poltrona di comando.

Devono averla vista così molte rappresentanti del gentil sesso, visti i furenti commenti social in calce a questa notizia. ‘Non ho parole ma solo parolacce‘, ‘Mi fa venire l’attacco isterico‘, questi alcuni tra i commenti a caldo arrivati sulle pagine Facebook che hanno pubblicato la foto dell’insolito montepremi. Ma non tutti (e tutte) l’hanno presa in questo modo. Come testimoniato dall’ex aequo tra il commento di Silvia e quello di Elena. La prima, giustamente, scrive che a questo punto le serve ‘una stirella e pure un trapano a percussione‘, mentre la seconda commenta che avrebbe partecipato soltanto “se in premio ci fosse stata una baby sitter full time!“. Spettacolari, posso scriverlo?

Questi i fatti. Ora un breve commento, che ho letto da qualche parte accuse di sessismo becero, di montepremi imbarazzanti e di bufere e scandali vari. Prenderei spunto proprio dai commenti di alleggerimento che controbilanciano quelli, appunto, critici, titoli di giornali inclusi. D’accordo, considerato che di mezzo c’è l’Acsi affiliata al Coni si sarebbe potuto fare di meglio, certo. ma.. insomma… è pur sempre una gara regionale. Senza svalutarne l’importanza – ci mancherebbe pure, io stesso provengo dall’amato sport locale – possiamo riconoscere che non c’è dolo a monte? Almeno per una volta possiamo provare ad alleggerire e, nel caso di specie, limitarci a vedere un ‘nonsoché’ di riffa o bingo di quartiere? Per onestà intellettuale non appena ho letto i titoli di alcuni quotidiani (importanti) mi sono indignato anch’io. Poi ho dato un’occhiata al montepremi, che riporto pari pari da Acsi Padova, e devo ammettere che non mi sono indignato più di tanto. Sarà che ho partecipato troppe volte alle riffe parrocchiali sotto casa e vi garantisco che montepremi del genere sono all’ordine del giorno, con tanto di prese in giro finali della platea (rimasta a bocca asciutta) verso il vincitore o la vincitrice al momento del ritiro del premio. Sarà che sullo stesso Facebook diverse rappresentanti del gentil sesso hanno preferito scherzarci su, peraltro aggiungo con molto buonsenso. Dunque che cos’è che provoca sessismo? Se lo scopettone e l’asse da stiro simbolico messi in palio alla riffa locale fanno perfino simpatia tra la folla, perché adesso provocano queste reazioni? Ad ammantare tutto di nero è il simbolo oppure il contesto?

In conclusione.. nessun buonismo o qualunquismo, ma proveniamo da tempi piuttosto difficili e un po’ di sano pecoreccio, di nazional popolare, forse, si potrebbero tollerare. Senza farli passare a tutti i costi per qualcos’altro.

5 commenti su “Ciclismo, ricchi premi e tourbillon: casse di birra agli uomini e spazzolone più asse da stiro alle donne. Sessismo? No, mix tra pecoreccio e nazional popolare”

    1. Non sarebbe affatto difficile, ci mancherebbe pure: ma, anche secondo diverse commentatrici social che l’hanno presa in battuta, non lo è. Come riportato nell’articolo è più probabile si tratti di un’altra cosa. Per fortuna assai più lieve😊

      1. Quindi ad esempio se ci fossero delle persone di colore che di fronte all’insulto negro si facessero una risata e se ne fregassero potremmo sdoganare l’uso della parola negro e dire che è così per dire…qualcosa di leggero, non un insulto. Il tutto giustificato dal fatto che due persone di colore la tollerano?

        1. Mi permetta: non credo proprio che i due ci riderebbero su (e te credo!!). Equiparare la discriminazione razziale a un montepremi pecoreccio e qualunquista (come scritto) mi sembra un po’ eccessivo. Fermo restando che ognuno è libero di pensarla come vuole. 😊

  1. Non ho capito in che misura sarebbe “sano” assumere un po’ di “pecoreccio nazionalpopolare”.
    Funziona tipo come le vitamine? Prendi un po’ di vitamina B per rimanere in salute?
    E di che malattia soffrerei dunque io che non assumo mai il “sano” pecoreccio nazionalpopolare, ma lo odio e lo rifuggo?

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