In bici con il freddo, l’esempio della Lombardia

In bici con il freddo? Si può. Anzi, si dovrebbe. E nel frattempo che si abbassano le temperature, in Lombardia avviene un esperimento che solo all’apparenza può essere etichettato ‘da laboratorio’: un mini censimento dei ciclisti a Milano condotto da Fiab (Federazione italiana ambiente e bicicletta) il 16 settembre scorso e pubblicato a mezzo social (almeno su Twitter) a metà novembre, una manciata di giorni fa. Ecco cosa è successo.

Lo studio

Come si vede dalla foto (tratta da Ciclobby, portale Fiab Milano/Lombardia) si tratta di una verifica “oggettiva e numerica” in cui si sono contati sul serio i ciclisti in transito lungo l’asse Buenos Aires-San Babila. Qui, grazie all’impegno di 50 volontari Fiab sono stati rilevati i passaggi a due ruote da e per il centro dalle 7,30 alle 19,30. Il censimento si è articolato su 3 postazioni: Corso Venezia angolo Via Senato, Corso Venezia/Planetario e Corso Buenos Aires angolo viale Tunisia.

I dati resi noti evidenziano un incremento considerevole per ogni postazione monitorata. Nel dettaglio: lungo la direttrice Buenos Aires/Tunisia quest’anno sono stati registrati 6.754 passaggi, ben il 122 per cento in più rispetto all’anno prima (3.041 passaggi); sulla postazione Venezia/Planetario, pur non pervenendo i dati relativi al biennio scorso (2018/2019) è comunque importante registrare che se nel 2017 i passaggi furono 4.621, quest’anno se ne sono contati ben 7.077; a Venezia/Senato, terza e ultima postazione, nel 2019 i transiti effettuati erano 3.241 mentre quest’anno hanno sfiorato quota 6mila (5.744) ben il 77 per cento in più rispetto all’anno di riferimento iniziale. Qui potete trovare lo studio integrale.

Da orfani a critical mass

Alla luce di questi tre semplici dati, possiamo trarre alcune conclusioni.

1) i numeri sono tutti all’insù e questo spaventa in molti, mondo a due ruote incluso. Un conto, infatti, è sentirsi emarginati, figli di una ruota minore, e rimanere sempre all’opposizione pur battendosi come leoni ogni giorno per far valere i propri diritti. E’ piuttosto impegnativo, ma meno, in prospettiva, dell’affrontare il tema della governance.

Maturare la consapevolezza di passare da movimento di denuncia/opposizione a…critical mass è un vero e proprio ‘salto della quaglia’ e in futuro il processo andrà gestito meglio di come sta avvenendo ora. Mettersi a litigare tra ciclisti agonisti e ‘urbanisti’, studenti, impiegati e professionisti che prendono la bici per spostarsi durante la settimana, ad esempio, è regalare un vassoio d’argento al mondo delle quattro ruote. E’ l’automotive bellezza, e quel mondo lì non fa sconti a nessuno, soprattutto se si è piccoli (da un punto di vista numerico) e pure divisi!

Rivendicare i propri diritti, crescere come ‘moltitudine in strada’, chiedere e ottenere gli spazi desiderati o perlomeno legittimi in cui vivere la propria mobilità dolce, sono e saranno tutti passi dannatamente complicati da compiere. Conquiste da centrare giorno dopo giorno. Sottrarre, erodere spazio all’automotive in un Paese come il nostro non equivale a vincere il campionato italiano, ma la Champions League, ovvero il torneo dei tornei a cui partecipano le migliori squadre di club di ogni singolo campionato europeo. Altroché.

2) Questi numeri ci confermano, semmai ce ne fosse bisogno, che se si realizzano infrastrutture leggere come bike lane o comunque corsie dedicate, anche in sola segnaletica come in certi casi, la ‘ggente’ dopo ci va. Quindi è inutile cavalcare la tesi, tutta logicamente autopiattistica, che certe infrastrutture sono inutili perché restringono le corsie destinate (??) alle auto. Un’osservazione miope a cui spesso se ne aggiunge un’altra che è ancor a peggio: mentre le auto si incastrano tra di loro per via di questo imbottigliamento, di là, nel bel mezzo di queste neonate ‘corsie transitorie’, ci sarebbero non più di una manciata di allegri ciclisti che pedalano spensierati: ignari dell’oltraggio commesso e perlopiù alla domenica. Un corno! Il 16 settembre del 2020, giorno in cui è stato condotto questo mini censimento, era di mercoledì. Attenzione: non Ferragosto e neppure un weekend, ma un giorno lavorativo pieno.

Insomma, alla luce di questi dati… il movimento e l’interesse ci sono e se il passaggio da opposizione a governance sarà condotto con sapienza, magari replicando questi minicensimenti anche a Roma, Genova o Napoli, ad esempio, la crescita sarà sì lenta ma continuativa. Sia che faccia caldo o freddo. Anzi, mettiamola così: a chi va in mobilità dolce, a chi prende la bicicletta per andare al lavoro (il bike to work) , ‘ste robe non dovrebbero proprio fare… né caldo né freddo!

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