Micromobilità a Roma e il caso dei mezzi fuori posto: da ieri nuove regole. Lime: «Il nostro team rivede le foto scattate a fine corsa ma spesso i mezzi vengono spostati dopo»

Non c’è pace per la micromobilità a Roma, nonostante la buona volontà da parte dei fornitori di un servizio così importante in una città strangolata dal traffico veicolare. Nella capitale, poi da ieri (Primo novembre) sono entrate in vigore anche le nuove regole alla base dei servizi di sharing per le e-bike, che vanno così ad aggiungersi a quelle sui monopattini elettrici già in vigore dal Primo Settembre scorso. Ma andiamo con ordine.

Bicchiere mezzo pieno. Cominciamo da un dato oggettivo: guardate questa e-bike nella foto pubblicata sul Gruppo Facebook (pubblico) Salvaiciclisti-Roma e che riporto qui sotto. Ecco, se vediamo il bicchiere mezzo pieno si tratta di una e-bike in sharing che fino a un minuto prima di essere parcheggiata lì ha tolto un’autovettura o uno scooter dal traffico capitolino. E per quanto mi riguarda non si può non andare in questo senso: diminuire (non eliminare) i veicoli privati circolanti in città credo e ritengo sia l’unico modo possibile per consentire lo sviluppo corretto di un altro modo di muoversi. Una modalità anzitutto più efficiente perché così si arriva prima a destinazione, poi più economica e quindi anche salutare. Chi nega questo si informi.

Bicchiere mezzo vuoto. Poi c’è l’altro modo di vedere la situazione, quello di chi non ha mai provato il servizio, in questo caso messo a disposizione da Lime (che assieme a Bird e Dott rappresenta i tre gestori che operano a Roma, ndb), e che non rinuncerebbe mai a scendere dalla sua auto o dallo scooter: neppure se dovesse percorrere distanze brevi se non addirittura brevissime. E credo che la sfida si racchiuda tutta in questa precondizione tanto cara ad otto abitanti su dieci circa, che si muovono ogni giorno con il mezzo privato.

I soliti sospetti

A fine corsa l’hanno davvero parcheggiata lì?  Scorrendo i commenti alla foto in questione ci si può rendere conto di quanto ciascuno di noi abbia un’opinione diversa al riguardo: tanto sul perché quella bicicletta si trovi lì nel bel mezzo di una pista ciclabile (un po’ come farsi un autogol in rovesciata, non trovate?) quanto sul come risolvere la situazione.

Come risolvere il problema? C’è chi propone (naturalmente) di contattare subito la Polizia Municipale «invece di girarsi dall’altra parte», chi ritiene che i Vigili abbiano le mani legate o addirittura sul posto non arrivino affatto e chi, invece, sospetta ben altro: «Quando un amante delle quattro ruote sposta una bici in sharing per far dispetto alle odiate (da lui) ciclabili».

E qui si apre uno scenario nuovo, anche se fino a un certo punto: la guerra tra i diversi utenti che si contendono i pochi metri di spazio disponibile in strada. Va avanti così da anni, ancor prima dello sviluppo della micromobilità e della mobilità sostenibile in generale. Di prepotenze in strada tra automobilisti ne sono state registrate fin troppe.

Lime risponde

A questo punto contatto direttamente Lime per capire quali siano le leve che muove ogni giorno in modo da scongiurare queste situazioni.

Team dedicato e Intelligenza Artificiale. «Abbiamo un team dedicato – mi spiega Enrico Stefàno, già presidente Commissione Mobilità a a Roma a attuale Senior Public Policy Manager per Lime in Italia –  con diversi addetti che rivedono quasi tutte le foto di fine corsa scattate alla fine dei viaggi una volta effettuati. In parallelo, inoltre, stiamo anche sviluppando un sistema basato sull’Intelligenza Artificiale in grado di riconoscere automaticamente le foto non corrette scattate a fine corsa».

Chi non vuole la micromobilità? Insomma il gestore la parte sua la fa, peraltro a fine corsa è ormai obbligatorio che l’utente scatti la foto del mezzo una volta parcheggiato, e a breve punterà a farlo anche meglio. Il problema, semmai, è un altro. «Accade spesso che biciclette e monopattini parcheggiati correttamente vengano spostati addirittura dai propri stalli perché c’è chi vuole parcheggiarsi lì il motorino, quindi si ricava il proprio spazio in questo modo. Oppure – osserva Enrico Stefàno – c’è chi non ha davvero di meglio da fare e sposta i mezzi senza un motivo. Guardando questa foto mi sento di dire che quasi sicuramente è avvenuto questo: è difficile, infatti, che un utente parcheggi male una bicicletta danneggiando gli altri su una pista ciclabile. Molto probabile che la bici sia stata parcheggiata correttamente e spostata dopo. Abbiamo casi di chi crea un po’ di caos perché non condivide l’uso di questi mezzi, tra l’altro formidabili e che a Roma vengono utilizzati sempre di più dai cittadini».

Benvenuti nella Città Eterna, dove contrastare certe cattive abitudini, appunto eterne, appare tutt’altro che facile.

Eppure il servizio di micromobilità sta vivendo una nuova vita, possibilmente meno spericolata e senza regole di prima. Terminata la fase sperimentale, infatti, Roma Capitale Capitale ha ridefinito i servizi in sharing di monopattini ed e-bike, così da provare a rispondere sia alla crescente domanda per gli spostamenti sistematici che alla maggiore integrazione con il trasporto pubblico e maggiore capillarità sul territorio. Dal 1 novembre entrano dunque in servizio le biciclette a pedalata assistita, che affiancano i monopattini elettrici già circolanti dal Primo Settembre. Ecco il servizio nel dettaglio.

I due servizi di sharing – monopattini ed e-bike – sono stati rinnovati con le seguenti novità:

  • maggiore copertura a favore delle aree semicentrali e periferiche
  • massima intermodalità con metro e ferrovie urbane
  • gratuità per abbonati annuali Metrebus
  • tutela del decoro urbano
  • miglioramento degli standard di sicurezza. 

    Monopattini elettrici ed e-bike: ecco chi fa cosa

Il servizio sharing dei monopattini è partito il 1 settembre 2023 ed è effettuato dai 3 operatori aggiudicatari Bird, Dott e Lime; dal 1 novembre 2023 si aggiunge il nuovo sharing e-bike, gestito dai 2 operatori Dott e Lime.

Accessibilità

I requisiti qualitativi stabiliti da Roma Capitale innovano il servizio a favore dell’utilizzo estensivo nel territorio urbano tramite:

  • distribuzione più equa sul territorio con presenza minima di 12 veicoli per kmq
  • estensione dell’area operativa degli operatori per rispondere alla domanda di mobilità delle aree periferiche (consulta le mappe degli operatori scaricando le app)
  • presenza del servizio lungo le direttrici metroferroviarie urbane
  • utilizzo gratuito per abbonati annuali Metrebus

Monopattini Sharing

  • Bird e Lime
    • pacchetto gratuito per 80 corse/mese da 30 minuti
    • pacchetto gratuito per 15 corse/settimana da 30 minuti
  • Dott
    • pacchetto al costo di 1 centesimo per 80 corse/mese da 30 minuti
    • pacchetto al costo di 2 centesimi per 15 corse/settimana da 30 minuti

– E-Bike Sharing

  • Lime
    • pacchetto gratuito per 80 corse/mese da 30 minuti
    • pacchetto gratuito per 15 corse/settimana da 30 minuti
  • Dott
    • pacchetto al costo di 1 centesimo per 80 corse/mese da 30 minuti
    • pacchetto al costo di 2 centesimi per 15 corse/settimana da 30 minuti

Distribuzione sul territorio

La copertura del servizio prevede un limite massimo nelle aree del Centro e un limite minimo nelle aree periferiche, ovvero:

  • presenza di una flotta minima di 12 dispositivi/kmq per i monopattini e 6 dispositivi/kmq per le e-bike nelle aree periferiche
  • densità massima in Centro pari a:
    • ZTL Tridente: max 30 dispositivi per singolo operatore
    • ZTL Centro Storico diurna (escluso Tridente): max 300 dispositivi per singolo operatore
    • ZTL Trastevere notturna: max 70 dispositivi per singolo operatore
    • I Municipio (escluse aree precedenti): max 600 dispositivi per singolo operatore

Sicurezza

Tramite l’impiego delle migliori tecnologie verranno garantiti:

  • regolazione della velocità massima a 20 km/h per i monopattini e 25 km/h per le e-bike
  • passaggio automatico alla velocità massima di 6 km/h nelle aree pedonali
  • iscrizione al servizio riservata agli over 18 (iscrizione con documento di identità)

Decoro

Per garantire il rispetto e la fruibilità degli spazi comuni, in particolare degli spazi pedonali sono previste misure di contenimento e controllo del rilascio dei dispositivi:

  • aree no parking, in aggiunta alle prescrizioni del codice della strada in tema di sosta dei veicoli (in corso di attuazione)
  • aree dedicate al rilascio dei veicoli
  • distanza minima di 70 metri tra 2 raggruppamenti di veicoli dello stesso operatore in gruppi di max di 5 unità
  • obbligo di fotografia del parcheggio a fine noleggio
  • targatura metallica (in corso di attuazione).

 

4 thoughts on “Micromobilità a Roma e il caso dei mezzi fuori posto: da ieri nuove regole. Lime: «Il nostro team rivede le foto scattate a fine corsa ma spesso i mezzi vengono spostati dopo»

  1. Condivido totalmente il commento del signor Gianluca, anche io sono vittima proprio oggi di disattivazione del servizio Access da abbonato del trasporto pubblico per gli stessi motivi poco chiari e purtroppo ugualmente pretestuosi. Temo che le cose siano come dette, mi attiverò anche io per contestare la decisione.

  2. Il servizio di Lime ha reso incredibilmente più facili alcuni miei spostamenti, colmando il vuoto di alcuni servizi (es. frequenze ridicole dei treni FL3 di sera o nei festivi) e risolvendo problemi (es. traffico in Prati facilmente aggirato con le ciclabili già esistenti). Un bike sharing a flusso libero come questo ha sicuramente reso Roma più funzionale ed efficiente ai miei occhi.
    Francamente però, il costo è quasi proibitivo. Perciò sono stato felicissimo quando il comune ha pubblicato un nuovo bando premiando gli operatori che offrivano corse gratuite per abbonati Metrebus.

    Peccato che, dopo un mese e mezzo di uso abbastanza frequente, mi è stato disattivato lo sconto.
    Ho chiesto spiegazioni e il supporto Lime mi ha detto che è stato per via di ripetute irregolarità nel parcheggio delle bici, riallegandomi le regole di parcheggio.
    Ma come? È vero che ho parcheggiato su marciapiedi, ma larghi almeno 4 metri, lontano da rampe, vetrine, portoni, attraversamenti, e in aree dove il parcheggio è libero e non obbligato in alcune zone. Spesso poi rastrelliere o parcheggi per motocicli, che sarebbero sedi consigliate di parcheggio, non ci sono.

    Chieste altre spiegazioni, il supporto mi invia degli esempi di miei parcheggi che mi paiono del tutto regolari e del tutto identici a quelli che gli stessi operatori Lime applicano quando spostano e riposizionano bici.

    Insisto nella richiesta di riattivazione e mi dicono che non possono farci nulla perché sono dei generici “operatori locali” a decidere se un parcheggio è o meno regolare.
    Di nuovo, ma come? Chiedo ancora chiarimenti e vengo rinviato ad un “Team Escalation” del supporto, che mi ripete che non ci possono farci nulla.
    Insisto ancora e mi chiedono di nuovo i dati con cui avevo ottenuto lo sconto. Ora sono in attesa e spero che me lo riattiveranno.

    Il supporto comunque è stato rapido nelle risposte ma decisamente poco trasparente: Se i parcheggi sono davvero irregolari, perché disattivarmi lo sconto ma non l’account?
    Se sono gli operatori locali a decidere cosa è irregolare, come hanno fatto a stabilire che gli esempi che mi hanno inviato erano irregolari e giustificavano la sospensione?
    Se è il supporto Lime ad attivare e disattivare gli sconti, com’è possibile che mi venga risposto “non possiamo farci nulla” come se dipendesse da altri?

    A me vengono in mente varie ipotesi:
    – aualcuno sposta bici da parcheggi regolari a parcheggi irregolari, come suggerisce l’articolo (ma perché?) ma poi l’irregolarità non viene confrontata con la foto di fine corsa e attribuita arbitrariamente all’ultimo utente
    – qualcuno segnala in app delle bici che danno soggettivamente fastidio ma che in realtà sono parcheggiate bene e il supporto disattiva senza controllare

    Se non fosse nessuna delle due, sembrerebbero quasi delle disattivazioni pretestuose che guarda caso tolgono solo il diritto alle corse gratis ma, se paghi, puoi continuare ad usarle. Eppure, se non sbaglio, l’offerta di corse gratis ha dato punteggio nel bando comunale vinto e non credo che nessuno obbligasse Lime ad offrirne così tante…

    Insomma, a me pare che in generale il servizio sia una cosa preziosa e positiva che, come tutte le cose, si porta dietro qualche stortura e disfunzione, che speriamo si possa migliorare. Non so se individuare stalli obbligatori precisi possa essere una soluzione: certo è che se non sono abbastanza diffusi e numerosi, garantendo capillarità davvero ovunque, si perde il vantaggio del bike sharing a flusso libero e diventerebbe meno utile, per quanto meno problematico.

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