Mobility manager, un’occasione persa soprattutto per i nostri figli

Il ruolo del Mobility manager non decolla, nonostante la recente pubblicazione del decreto sul mobility management (“Modalità attuative delle disposizioni relative alla figura del mobility manager”, 12 maggio 2021). Non decolla soprattutto nelle piccole e medie aziende, che ancora oggi rappresentano gran parte del tessuto economico e sociale italiano, mentre nei grandi Gruppi il ruolo tenta di farsi largo a forza di strattonamenti e iniziative a macchia di leopardo, come ad esempio il Bike to Work o Bike To School locale. Insomma: al momento è l’ennesima occasione persa ed ecco perché.

In un Paese fossilizzato (in molti sensi) come il nostro, mettere a sistema certi meccanismi, certe professionalità era ed è tuttora la sfida delle sfide. Decine di Università, alcune straordinariamente affermate anche nel bistrattato Centro Sud (penso ad Arcavacata a Cosenza, vera fucina di ingegneri appetiti da importanti Gruppi aziendali tra Milano e Londra, ndb) sfornano nuovi corsi per altrettanti nuovi ruoli gestionali, sempre più richiesti da una società in continua evoluzione. Tra questi anche il mobility manager, che però, quando va bene è un factotum e, ovviamente, sottopagato. Anzi, scrutando nelle pieghe del provvedimento approvato alcuni mesi fa, all’articolo 9 si legge a chiare lettere che per questo lavoro “non sono corrisposti, gettoni, compensi, rimborsi di spese o altri emolumenti, comunque denominati”. Insomma: siamo alla prestazione volontaria. fate vobis.

Mobility Manager e Bike To School

Eppure non dovrebbe essere così, anche perché dell’introduzione di questa figura se ne parlava dal lontano 1998, da quando l’allora ministro Edo Ronchi (all’epoca ebbi la fortuna di frequentare alcuni corsi di comunicazione ambientale sotto la sua supervisione, ndb) volle darne impulso in risposta all’incalzante emergenza smog. Da allora, un’era geologica fa, arriviamo di colpo al 2015, ai giorni nostri e senza che sia accaduto granché di significativo. Arriviamo all’introduzione del mobility manager scolastico, rinforzato da alcuni provvedimenti targati 2020, quando ci trovavamo alle prese con la prima ondata di pandemia.

Come documentato dalle diverse dirette streaming con i (pochi) professionisti del settore, quella del mobility manager scolastico è una figura che dovrà sempre più svilupparsi e radicarsi, promuovendo le creazione di strade scolastiche nelle Circoscrizioni e nei Municipi di appartenenza. Sono e continueranno a essere battaglie dure, durissime, con molti Enti preposti che si imiteranno a dare al massimo un nulla osta e basta, quando in realtà dovrebbero garantire una sinergia con i diretti interessati, un cocktail mix di interventi anche e soprattutto nel campo della comunicazione, magari informando gli stessi genitori ostinatamente autocentrici e presidi sulle nuove proposte di mobilità. Duole invece constatare come, al momento, l’azione provenga e in futuro continuerà a provenire sempre e solo dal basso.

A sinistra Andrea Belloni, Mobility Manager del Comune di Segrate a Milano, che promuove il Bicibus nelle scuole locali. A sinistra l’avvocato Federico Balconi di Zerosbatti.

La lotta all’obesità in età pediatrica si conduce in famiglia

Genitori, equamente divisi tra cargo mamme e cargo papà, pur ‘smazzandosi’ lavoro e famiglia non mancano mai di accompagnare in bici i loro figli a scuola. E allora viva BiciBus, Bimbinbus, Ciclobus e chi più ne ha ne metta: garantire un futuro ‘normale’ ai nostri figli, fatto di aria pura e movimenti quotidiani, non è un’opportunità ma un’esigenza: è fare prevenzione!

Proprio la prevenzione è una buona pratica, un’abitudine, così poco radicata dalle nostre parti. L’Italia, infatti, è tra i Paesi europei con i valori più elevati di eccesso ponderale nella popolazione in età scolare: la percentuale di bambini in sovrappeso è del 20,4% e di bambini obesi del 9,4%, compresi i gravemente obesi che rappresentano il 2,4%. Sono i dati nazionali dell’indagine “Okkio alla Salute”, l’osservatorio del Ministero della Salute. La statistica è datata 2019 e una volta usciti dalla pandemia andrà senz’altro aggiornata, ma quali dati diversi pensiate potranno rilevarsi dopo un anno e mezzo trascorso tra Dad, palestre e circoli sportivi chiusi o trasporti pubblici dimezzati? Ridurre l’obesità in età pediatrica significa ridurre il rischio di malattie cardiovascolari e respiratorie, ecco perché bisogna invertire la rotta e subito!

Invece no, il ruolo del Mobility Manager è spesso sottovalutato e soprattutto mal pagato, C’è un m.m. in una piccola o media impresa che vuole promuovere il Bike To Work tra i propri dipendenti? In una contrada o quartiere di un Comune ci sono 10 famiglie che vogliono sperimentare il Bike to School realizzando una strada scolastica due volte a settimana? Ebbene, in molti casi l’Ente di riferimento non disporrà del mobility o del bike manager con cui confrontarsi, pertanto si dovrà fare alla vecchia maniera: ovvero tutto da soli. Un po’ come chiedere al ladro di voler rubare un’auto facendola partire con uno solo dei due fili per fare contatto e avviare il motore. Solo che in questo caso, nessuno ruba nulla, in realtà sarebbe tutto un sacrosanto diritto.. alla salute!

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