Monopattini nel Lazio, come (non) ti riparo la gomma

Nel dettaglio la ruota, tutt’altro che pulita per l’occasione, del mio Ninebot Segway Es 2. Le gomme quasi piene consentirebbero di arrivare comodi perfino ai 2mila km

Sì, è proprio la vita di pendolare con i monopattini nel Lazio, a Roma in particolare, che ho scelto un determinato modello di una determinata a marca. Il perché era soprattutto legato a due concetti facili facili: affidabilità e gomme dure. Durissime. Praticamente..’du serci’.

Eh già , perché a mio avviso i migliori monopattini elettrici nel 2020 sono sempre quelli che ti lasciano il meno possibile per strada. Anzi, direi che per strada proprio non ti ci dovrebbero lasciare. E ‘sti cavoli se poi ‘costicchiano’, se poi hai speso quei 100/200 euro in più e per la seconda batteria ci sarà tempo. Intanto cammino, lo ricarico, poi ci ricammino e poi lo..ri ..ri ricarico. E così via. Qualche esempio? Il mio.

Pendenze sì, ma con calma

Che poi altri non è se non il Segway Es2, acquistato a 400 euro su Amazon (ebbene sì!) nel febbraio scorso, usato, riusato, poi fermo sotto lockdown da prima ondata, quindi ripreso e usato tuttora. Come dite? Ah, già: non supera i 25 km orari (come da codice della strada, ma tu guarda!) e in salita ti tocca poggiare il piede per terra che se no si…asfissia! Mah!!.Doppio Mah!!!

Ovvio che sulle pendenze elevate un motore e una capacità di batteria così sobrie mostrino il fianco vulnerabile, epperò l’economia di viaggio non risulta intaccata di molto. La batteria ci consente di percorrere una ventina se non addirittura una ‘venticinquina’ di km e pur trattandosi di mezzi da ultimo miglio, la velocità di crociera si aggira sui 10/15 km orari. Nel senso che puoi permetterti di tenere questa media perfino in salite con una lieve pendenza, il tutto commutando tra andatura normale, la ‘s’ di colore bianco e la ‘s’ di colore rosso, che poi è quella che ti offre la spinta/spunto finale. Quella dopo la quale dici… “uff.. anche stavolta non ho fatto tardi“; “uff, pure stavolta non ho perso il treno”. E vi pare poco? Per 400 euro, che poi con il bonus mobilità 2020 diventano assai meno.. dai.. su!

Gomma piena o quasi

Parliamo invece delle gomme, che poi è l’argomento contento nel titolo del pezzullo. Le gomme, le gomme. Ah sì.. Mesi fa, adesso un filino meno, ho letto un sacco di volte di gente che forava e che cercava monopattini con ruote indistruttibili. Gente che si dannava a smontare una delle due ruote, ma non entrambe perché era complicato. Gente che inviava il mezzo alla casa madre e rimaneva a piedi per diverso tempo, in attesa che questa lo restituisse riparato e nel minor tempo possibile . Ragazzi, non voglio tirarmela, ma almeno sul fronte gomme con questo modello della Segway finora non registro niente del genere. Le ruote girano, ma non su gomma morbida come la intendiamo noi. Grosso modo si può scrivere che è piena, anche se all’interno ha degli incavi. Da molti ottimi forum sul tem, ho letto che regge bene, se non addirittura molto bene, fino ai duemila km (che per me sono un’enormità).

Certo, la rigidità si avverte eccome, soprattutto quando becchi le traversine longitudinali o scanalature che si creano, ad esempio, tra un marmo e l’altro in alcuni parchi che costeggiano stradoni da Gran Premio da evitare ad ogni costo. Tu tagli pensando di farla franca, ma ecco che.. tac(!!) la ruota anteriore becca lo scalino invisibile….’e la lira si impenna!!!!’ (cit.), anzi si impunta e tu salti dalla pedana.

Però con questo tipo di gomme la botta ti arriva secca. Un ‘toc’ amplificato che ti batte subito in testa e poi passa. Ma, ripteto, soprattutto non buchi. Oggi pomeriggio ero in zona Eur Marconi e mi trovavo sul magnifico ponte che collega la storica Via Ostiense al quartiere della Garbatella. Un ponte avveniristico alla Morandi, con tanto di pista ciclabile per senso di marcia. Purtroppo un tracciato non molto evidente, ma vi posso garantire che esiste, pur se di un giallo sbiadito. Ebbene, anche se ero in salita e non avrò superato i 10/12 k m orari, non ho potuto evitare di centrare nientemeno che una vite appuntita. Ci sono letteralmente passato sopra: mancava solo che ne sentissi perfino la sua filettatura per quanto l’ho beccata bene, ma per fortuna non è successo niente. Questa breve esperienza arriva dopo tante altre e vi dico che non ci sono stati problemi. Insomma: bucare con il monopattino è senz’altro una jattura, ma per fortuna con questo tipo di ruote si può prevenire. Pensateci!

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