Normativa monopattini elettrici, a breve casco e targa obbligatori. Nel mirino anche le bici

Normativa monopattini elettrici, a breve casco e targa diventeranno obbligatori. Ragazzi, soprattutto gli under 18 che sappiamo seguire il nostro blog, allenatevi fin da subito, che la legge si aggiornerà a breve e non è neppure detto che potrete salire sopra al vostro mono!

Alla Camera e al Senato, infatti, sono in discussione proprio in questi giorni le nuove regole sull’uso dei monopattini elettrici, così come di monowheel, hoverboard e segway, oggi equiparati alle biciclette nella fase sperimentale introdotta dalla legge di Bilancio 2019. In sintesi, i disegni di legge prevederebbero divieto assoluto per gli under 18 (ma non c’è ancora molto di ufficiale in questo senso), poi casco e giubbino catarifrangente obbligatori.

La questione monopattini elettrici, intanto, sta entrando nel vivo anche Genova, dove il Comune, ramite un’ordinanza, ha messo a punto alcune norme che entreranno in vigore a partire dal dal 1 giugno prossimo.Sentite qua: limite di velocità a 20 km/h sull’intera rete viaria cittadina, ridotto a 6 km/h nelle zone a traffico limitato e obbligo di indossare un casco protettivo anche per i conducenti maggiorenni che circolano sulle strade all’interno del centro abitato urbano. A spingere su questo tema anche un tragico incidente in cui perse la vita una donna: a bordo di un monopattino fu travolta da un autocarro.

Il capoluogo ligure è secondo, dietro Milano, per piste ciclabili transitorie realizzate negli ultimi tempi (30 km contro i 35 della capofila, ndb). A questo provvedimento si arriva dopo una serie di modifiche. Poco tempo fa, infatti, il Consiglio Comunale ligure aveva approvato una mozione presentata dal Consigliere di Fratelli d’Italia, Alberto Campanella, con cui chiedere (e ottenere) una normativa che prevedesse l’obbligo del casco e della ‘targa a pettorina’, così da individuare il proprietario di ogni mezzo. Un tema caro anche all’assessore ai Trasporti e alla Mobilità Integrata del Comune di Genova, Matteo Campora. «In qualità di Comune già in passato avevamo espresso l’intenzione di trovare norme che andassero a disciplinare meglio il tema della sicurezza, perlomeno l’utilizzo di questi mezzi», spiega a Vita a due Ruote il referente della Mobilità genovese. «Riteniamo il casco uno strumento di sicurezza obbligatorio, lo portano addirittura sulle piste da sci». Eppoi «c’è il tema dell’identificazione e delle assicurazioni, che serve a tutelare i terzi così come nel caso della Responsabilità Civile». Un refrain che abbiamo già avuto modo di ascoltare anche a Firenze, pur se con sfumature diverse.

A ‘Zena’, comunque, l’acqua bolle in pentola da molto tempo e non solo per via dei monopattini. Come già documentato in diretta streaming sul Gruppo Facebook del blog Vita a due ruote, infatti, è in corso un vero e proprio faccia a faccia quotidiano tra chi vuole vivere una città ciclabile e chi si oppone duramente alla sua realizzazione. Altro che monopattini e basta, il confronto è serrato perfino sulla questione bici. Non male per chi primeggia in fatto di chilometri di piste ciclabili pop up realizzate in tempo di Covid.

Genova per noi, la diretta del confronto tra i Gruppi Facebook (da migliaia di iscritti ciascuno) a favore e contro la ciclabilità sotto La Lanterna

Sotto la Lanterna, infatti, non sono in pochi a chiedere casco e targa anche per le biciclette: muscolari o ebike che siano. Di certo un tema che non riguarda solo una città. Più in generale ( entriamo nella fase ‘commenti e opinioni’)il mondo ciclabile visto dal sedile da un auto spesso provoca pruriti. Per ora il pensiero di molti automobilisti, garantito, è questo: “Avete voluto che la bicicletta e il monopattino valessero come l’auto in strada? Siete sempre più numerosi e la prendete al posto delle auto? Allora pedalate, sì, ma senz’altro con il casco in testa e poi, se possibile, pure con targa e assicurazione!”. Non tutti la pensano così, ma è senz’altro uno dei grimaldelli con cui alcune associazioni contrarie a bici, mono e piste ciclabili come strumenti di mobilità quotidiana provano a scardinare la porta delle istituzioni. Dall’altra parte, invece, non pochi tra ciclisti e addetti ai lavori rifiutano di «mettersi la corazza». Si vedrà.

Ma perché quel che accade a Genova ha buone probabilità di ripetersi anche nelle altre città italiane? Per un motivo che si chiama Anci, l’Associazione dei Comuni Italiani. Uno dei momenti istituzionali all’interno dei quali i sindaci e assessorati, anche se di colore diverso, trovano modo e maniera di confrontarsi trasversalmente su determinati temi quali, ad esempio, quelli legati alla sicurezza stradale e mobilità.

Adesso lo stress-test riguarda solo i mono e, tutto sommato, molti ragazzi che lo usano andrebbero davvero educati (ps.ho un mono anch’io e chi è senza peccato scagli la prima pietra). Al momento dal Comune di Genova fanno sapere che eventuali aggiornamenti legislativi riguarderanno solo e unicamente il monopattino elettrico, ma il mal di pancia nazionale (mica solo quello dei genovesi a quatttroruote o in scooter) verso le bici resta. E prima o poi la questione andrà affrontata e risolta – in un modo o in un altro – così come si sta provando a fare per i monopattini. Solo che in quel caso il bandolo della matassa non si scioglierà così facilmente.

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