Percorsi in bicicletta: la Mille di Oriani omaggia l’inventore del cicloturismo

Se cercate percorsi in bicicletta suggestivi date un’occhiata alla Mille di Oriani, la randonée di metà maggio (sabato 15 e domenica 16) di 600 km in omaggio all’inventore del cicloturismo. Come dite? Ah sì: “come fai a scrivere che fu il primo cicloturista?”. Beh, facciamoci due conti facili.

Nel periodo compreso tra il giugno e il luglio del 1897 il poeta e scrittore Alfredo Oriani intraprese un viaggio in bicicletta lungo 600 kilometri. Partì da Caffè Orfeo di Faenza e toccò numerosi Comuni compresi tra la Toscana e la Romagna, quindi trascrisse tutto nel suo libro ‘La bicicletta‘, una sorta di Jack Kerouac a due ruote. Considerato che fino ad allora nessuno aveva compiuto un’impresa del genere, allora perché non consacrarlo come l’inventore di un certo modo di viaggiare …lento?

Trattandosi di randonée non è prevista una classifica finale, l’importante è arrivare dopo aver mantenuto una velocità compresa tra i 15 e i 30 chilometri orari. Chi manterrà questa andatura e sarà passato attraverso i vari punti di controllo dislocati dagli organizzatori lungo il percorso otterrà il brevetto finale.

Ma perché va mantenuta questa velocità? Affascinante anche solo limitarsi a dare la spiegazione in due righe. Oriani era un cicloviaggiatore, giusto? E allora perché mai avrebbe dovuto compiere chissà quale mirabile impresa da velocista? Ecco, lo spirito di questa iniziativa per me non è un orpello, ma una filosofia di vita vera e propria. Coniugando il tutto ai nostri giorni, infatti, come si può non essere d’accordo con questo approccio lento? Anzi, più che lento, si potrebbe scrivere ‘misurato’, ovvero in linea con le proprie possibilità e, soprattutto, con i propri gusti. « Assolutamente sì, mi ci ritrovo molto – spiega Alessandro Luparini, direttore della Fondazione Casa di Oriani -, certo visto il mezzo che aveva non è che Oriani potesse andare troppo veloce, però mi sembra che abbia lanciato un bel messaggio».

All’epoca, inoltre, Oriani partì con la bicicletta mostrata in questa foto. Guardatela, guardatela bene: è stata realizzata congiungendo otto tubi saldati fra loro, una trasmissione con catena a singola velocità, due ruote e i primi tubolari che la Dunlop aveva appena brevettato. Se un giorno vorrete mostrarla ai vostri figli o ai vostri nipoti, potrete recarvi alla casa Museo Il Cardello, gestito dalla tourism company Imola Faenza (che ringraziamo per le foto della bicicletta e della casa museo stessa, ndb).

La splendida casa museo di Alfredo Oriani (Photovcredit: archivio fotografico IF)

Qui le informazioni per regalarsi un tuffo nel nostro passato ricco di fascino e mistero, proprio come quello legato a un’impresa del genere, a scrittori-pionieri che hanno tracciato un solco che adesso, a distanza di oltre un secolo, per benessere o business intendono seguire davvero in molti.

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