Piste ciclabili in Veneto dalle ferrovie dismesse, lo sbarco dei mille (km). Il coordinatore Antonio Dalla Venezia: “Recuperiamo e pedaliamo”

Un treno (sob) in meno e più piste ciclabili in Veneto (evvai!) in più. Sì, nel 2020 funziona così: mentre gli autopiattisti non cedono di un millimetro – e ai ciclisti manco una corsia della loro carreggiata – soprattutto nel Nord Italia si sta provando a riciclare diversi kilometri dalle belle ferrovie di un tempo, a vantaggio della mobilità dolce. Come? Scopriamolo insieme.

Il tema delle ferrovie dismesse – spiega in diretta sul Gruppo Facebook Vita a Due Ruote il coordinatore della ricerca, Antonio Dalla Veneziaè un sottotema del cicloturismo. Da alcuni anni ci sono amministrazioni che in questo senso stanno lavorando bene. Nella ricerca appena conclusa abbiamo registrato un attivismo importante: in sintesi, notiamo un proprio incremento e se fino a 10 anni su 5mila kilometri complessivi di ferrovie dismesse ne recuperavamo grosso modo 600, adesso abbiamo oltrepassato i mille“.

Antonio Dalla Venezia, che tra l’altro ci ha girato la splendida foto dell’ex ferrovia – ora ciclabile – realizzata sul Tarvisio, non è uno spettatore qualsiasi, tipo quello che, mani giunte e dietro la schiena, si china di fronte alla buca nel cantiere suggerendo all’operaio di turno come procedere al meglio nel corso della giornata. Già presidente Fiab (Federazione Italiana Ambiente della Bicicletta), ora ne coordina la rete in Veneto ed è attuale responsabile di un’altra rete, quella di Bicitalia. Ha studiato e continua a studiare da anni l’evolversi delle gallerie e delle ferrovie dismesse perché in questi percorsi che arrivano dal passato lui dentro ci vede il futuro.

Si pedala lungo la storia, si incontrano stazioni stupende, si oltrepassano viadotti, gallerie. Insomma: è un altro modo di vivere il cicloturismo“. Questa è l’intuizione del manager, di uno che sta sempre in sella e non vede l’ora di percorrere nuovi kilometri, possibilmente lungo un tracciato..già tracciato!

Un argomento centrale nell’ottica della rivoluzione a pedali. Noi, nel nostro piccolo gruppetto, abbiamo avuto in diretta lui assieme al bike manager Fabio Boeti, che con il suo Bike Experience ti spiega come andare in bici in Veneto sia un must e che la ripresa arriva anche attraverso i colpi di pedale.

Senza darci delle arie ( proprio non possiamo permettercelo) siamo lo stesso contenti che pochi giorni dopo l’intervento di Dalla Venezia da noi, il manager sia stato intervistato nientemeno che da Il Sole 24 Ore sullo stesso tema. Se non altro, ripetiamo, l’argomento oltre ad appassionare è evidentemente ritenuto..da seguire ed è sacrosanto che se ne parli. Anzi, meno male che lo spunto è amplificato dai media nazionali.

Intanto lo studio sulle ferrovie allarga i suoi orizzonti e registra avanzamenti anche in Basilicata e, purtroppo, assai meno, molto meno, in Piemonte, Lazio, Puglia, Campania, Marche e Calabria. E’ comunque opportuno sottolineare che le Marche spingono molto sulle ciclabili tradizionali e, tutto sommato, su questo gap ci si potrebbe passare sopra, anche se ferrovie e piste ciclabili potrebbero essere considerate due rette parallele che non si incrociano mai (cit.).

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