Sicurezza stradale a Roma, ampliati gli spazi pedonali in Via Nomentana. E’ il primo dei tanti ‘Black Point’ da sistemare

La sicurezza stradale a Roma è la bestia nera in grado di disarcionare gran parte delle Giunte che provano a domarla. In città si prova perlomeno a rabbonirla dandole un zuccherino. Completata, in questo senso, la messa in sicurezza del primo dei 175 punti critici ( o black point, ndb) ufficialmente censiti dal Comune a Roma, l’incrocio tra via Nomentana e via Zara-via Spallanzani, negli ultimi anni teatro di incidenti stradali finiti in tragedia.

Il dettaglio dell’intervento: dagli attraversamenti alle barriere architettoniche

L’intervento su via Nomentana, realizzato da Roma Mobilità, ha riguardato tra gli altri il rifacimento della segnaletica in tutta l’area d’incrocio, l’ampliamento e la riconfigurazione degli spazi pedonali per la messa in sicurezza dei percorsi e degli attraversamenti, nonché la protezione dei passaggi pedonali con nuove isole fisiche ‘salvagente’. Si è anche proceduto alla riconfigurazione e protezione degli spazi di sosta per garantire la massima visibilità, l’abbattimento di tutte le barriere architettoniche con la realizzazione di nuovi scivoli e la protezione degli spazi pedonali ampliati con elementi dissuasori parapedonali a ‘croce di S. Andrea’. Quindi la riconfigurazione degli impianti semaforici. Insomma: un lavoro non da poco.

L’incrocio via Zara-via Nomentana è stato modificato per evitare infrazioni pericolose. Sono state istituite due manovre indirette: la svolta a sinistra da via Nomentana verso corso Trieste che si può effettuare da via Francesco Redi-via Bartolomeo Eustachio-via Spallanzani; la svolta a sinistra da via Nomentana verso via Spallanzani che è possibile da via Zara svoltando a sinistra su corso Trieste.

«Compiamo un altro passo in avanti in tema di sicurezza stradale nel solco del programma ‘Vision Zero’– commenta l’assessore alla Mobilità capitolina, Eugenio Patanè -,  che ha l’obiettivo di ridurre entro 3 anni del 20% ed entro 10 anni del 50% il numero dei decessi e dei feriti gravi. A Roma Capitale muoiono molti più soggetti deboli della mobilità come pedoni e ciclisti rispetto alle altre città e la loro incolumità deve essere un obiettivo fisso e imprescindibile della nostra amministrazione».

Quasi 180 incroci: più che un cronoprogramma.. è una challenge!

Ma mettere in sicurezza ben 175 punti pericolosi individuati dall’amministrazione capitolina non sarà affatto facile. Se ci sono voluti mesi soltanto per portare a termine il primo cantiere, quanto tempo si impiegherà per chiudere il cerchio? Per realizzare il tanto auspicato urbanismo tattico non ci vuole molto, ma Roma è smisurata. Dopo il primo black point in via Nomentana il cronoprogramma ne segnala altri 74 da concludere entro la fine dell’anno e i restanti a seguire.

A me pare un po’ Mission Impossible, ma attendo ovviamente di essere non solo smentito, bensì… stupito. E pronto a darne rilievo a piè sospinto, ci mancherebbe!

 

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